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Adesione all’IVSC - L’aria di fermento che si respira all’interno del Consiglio nazionale del dottori commercialisti ed esperti contabili è sinonimo delle novità che si prospettano in questi mesi a preludio delle elezioni previste per il 2012. Il Consiglio nazionale non aspetta con le mani in mano senza procedere in altre attività che procurano slancio e crescita all’interno della categoria. Non ultima in questo turbinio di nuove relazioni è l’affacciarsi dell’ente guidato da Claudio Siciliotti all’International Valuation Standards Committee, il quale ha approvato, nel corso dell’ultima assemblea generale tenutasi il mese scorso, la membership in seno all’organizzazione proprio del CNDCEC.
Cos’è l’IVSC? – L’organizzazione che ha recentemente accolto l’adesione del Consiglio nazionale è un ente non governativo che opera a livello internazionale al fine di intavolare criteri di valutazione degli standard. Nelle attività dell’IVSC, guidato dal francese Michel Prada, rientrano a pieno titolo le operazioni di redazione, armonizzazione e pubblicazione degli standard valutativi, pratiche finalizzate a ottimizzare e incrementare il lavoro professionale su scala mondiale. L’International Valuation Standards Committee fa parte delle Nazioni Unite e ha all’attivo partnership con enti del calibro della World Bank, dell’International Federation of Accounts e dell’International Accounting Standards Board. L’ISVC è nato ventinove anni fa, ma ha subito un riordino nel 2007. Si presenta come organizzazione no profit e i piani di valutazione degli standard che propone sono indipendenti e trasparenti.
Il CNDCEC - I consiglieri del CNDCEC si dichiarano soddisfatti in larga misura, in quanto l’adesione a un siffatto organismo di livello mondiale non può che essere considerato un traguardo ammirevole per la categoria dei commercialisti. Nello specifico, il rappresentate del CNDCEC delegato all’IVSC, Luciano Berzè, sostiene che l’apporto dei professionisti italiani all’organismo internazionale possa essere volano di un’intensificazione dei controlli, nonché di una conseguente contrazione delle situazioni critiche. “La partecipazione ed il contributo dei commercialisti italiani a questo importante organismo internazionale – sostiene Luciano Berzè - si pone nell’ottica di promuovere una più qualificata gestione e riduzione dei rischi, di incrementare la fiducia nelle valutazioni, anche strumentali all’informativa finanziaria, e favorire un approccio internazionalmente coerente alla valutazione dei beni aziendali”. Sulla medesima linea d’onda, costituita di speranza e gratificazione, si pone il parere del consigliere nazionale Giancarlo Attolini, che tra l’altro è a capo del Comitato sui piccoli e medi studi di un altro ente internazionale collegato al CNDCEC, ossia l’IFAC. “Il CNDCEC – conclude Attolini - ha ritenuto importante promuovere la presenza della professione italiana in questo processo di standard setting a livello internazionale, per integrare e rafforzare i processi di regolamentazione in altri contesti internazionali ai quali il CNDCEC prende parte attiva da molti anni, come in IFAC e IASB, favorendo dunque un maggior grado di correlazione tra i diversi ambiti di normazione tecnica, che richiedono oggi necessariamente un confronto internazionale”.