21 maggio 2012

Il Tribunale di Lamezia Terme non deve morire

No dell’Unagraco e dell’Anc all’eventuale chiusura del Tribunale di Lamezia Terme
Autore: Redazione Fiscal Focus

La soppressione del Tribunale - Nella scorsa settimana, la giunta comunale di Lamezia Terme ha elaborato e approvato una delibera di proposta al fine di trarre in salvo il Tribunale della città. La proposta verrà presentata oggi al vaglio del Consiglio comunale. In sostanza, la disposizione governativa emanata con decreto legge n. 138/2011, convertito in Legge 148/2011, stabilisce misure volte alla stabilizzazione finanziaria e allo sviluppo tramite la riduzione delle spese che passa per i tagli delle istituzioni ritenute in esubero. Nello specifico, l’articolo 1 del comma 2 rimanda al Governo il compito di adottare, entro un anno, dei decreti legislativi mirati a “riorganizzare la distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari al fine di realizzare risparmi di spesa e incremento di efficienza” determinandone “principi e criteri direttivi”. Questa, in sintesi, la normativa che potrebbe dare luogo alla soppressione del Tribunale della città della piana.

Il parere dell’Unagraco e dell’Anc - A interrogarsi sugli effetti di una possibile chiusura del tribunale di Lamezia Terme sono due associazioni interne alla categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, vale a dire l’Unagraco e l’Anc. Pertanto, al coro di proteste che si stanno levando in questi giorni dalla città lametina si aggiungono i commenti dei due leader delle sigle sindacali, Raffaele Marcello e Marco Cuchel, i quali contestano apertamente la possibile scelta governativa. “Gli effetti di una eventuale chiusura del Tribunale di Lamezia Terme sarebbero devastanti, non ci sembra corretto che per provvedere al risanamento del bilancio pubblico il governo colpisca in un modo tanto pesante un’intera regione. L’Unagraco e l’Anc lotteranno in maniera decisa e compatta a difesa dell’ufficio giudiziario calabrese, messo seriamente a repentaglio dalla legge delega. E ci auguriamo che tutte le istituzioni, a cominciare dalla Regione, pongano in essere le più idonee iniziative”.

Manifestare e sensibilizzare l’opinione pubblica -In definitiva, non risulta ammissibile che in un territorio che è innegabilmente oggetto di interessi legati alla criminalità organizzata rimanga sprovvisto di un presidio di legalità quale è il Tribunale. “Quello di Lamezia Terme è un contesto difficile, i fatti di cronaca circa l’incidenza e il condizionamento delle organizzazioni mafiose testimoniano la necessità di un presidio efficiente ed efficace dello Stato, che sappia proteggere e garantire la legalità ai cittadini onesti che vivono e operano sul territorio. Insomma – concludono Marcello e Cuchel – è importante che Lamezia venga finalmente considerata centro nevralgico della Calabria, e non umiliata per una presunta razionalizzazione di costi”. Pertanto, non hanno mezzi termini i leader delle due associazioni di categoria, sottolineando che qualora fosse necessario smuovere le opinioni con un’azione di piazza le rispettive sigle non negheranno la loro presenza e il loro sostegno. “Organizzeremo una manifestazione aperta a tutta la cittadinanza, alle istituzioni e alle categorie professionali per scongiurare il pericolo della chiusura del Tribunale”, concludono i presidenti.

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