3 giugno 2015

Imprese in crisi. Sul finanziamento nuove Linee guida

Approvata e pubblicata la seconda edizione
Autore: Redazione Fiscal Focus

Le Linee guida - La seconda edizione delle Linee guida per il finanziamento alle imprese in crisi è stata pubblicata di recente, a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Il documento è stato redatto dall’Università di Firenze in collaborazione con lo stesso Consiglio nazionale e Assonime. Le Linee guida rappresentano un importante punto di riferimento per i processi di ristrutturazione. “La rilevanza delle modifiche legislative intervenute negli ultimissimi anni, che hanno inciso profondamente su diversi aspetti – primo fra tutti la disciplina dei finanziamenti all’impresa in crisi –, nonché l’intervento di importanti sentenze e, più in generale, la maturazione di una più diffusa esperienza applicativa, ha reso necessaria la revisione della prima edizione, al fine di recepire i cambiamenti e di adeguare le soluzioni”, spiega il Consiglio nazionale in una nota.
La nuova edizione - La revisione delle Linee guida del 2015 ha riguardato sia i contenuti che la struttura. Nello specifico, a spingere verso un necessario cambiamento è stato il recente avvicinamento degli strumenti stragiudiziali agli strumenti giudiziali per fronteggiare la crisi: l’abbandono di questo criterio distintivo è stato quindi suggerito al fine di individuare soluzioni volte a costituire una base comune e condivisa di più ampia portata sistematica. La seconda edizione inoltre affronta alcuni argomenti assenti nella prima come le regole di condotta dell’impresa in stato di crisi, gli snodi problematici del piano di ristrutturazione e il contenuto delle diverse attestazioni di cui può essere incaricato il professionista. “Come precisa la parte introduttiva, le Linee-guida hanno lo scopo di suggerire prassi virtuose e comportamenti che, pur non essendo strettamente imposti dalla legge, possono aumentare il grado di sicurezza delle operazioni di finanziamento. Le Linee-guida non vogliono però indurre a ritenere che qualsiasi comportamento difforme debba ritenersi qualificabile come illecito o inopportuno. Al contrario, il documento si propone di identificare modelli comportamentali che, se correttamente seguiti, possono offrire tutela e rappresentare un ‘safe harbor’ in un eventuale giudizio a carico degli operatori o dei soggetti coinvolti nelle operazioni di ristrutturazione”.
Il work in progress – I lavori sulle Linee guida non sono ancora terminati, in quanto sarà necessario un continuo adeguamento al percorso evolutivo della materia.

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