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I candidati della lista Insieme per la professione dopo aver rilevato con rammarico la ridotta partecipazione al Congresso appena svoltosi a Bari desiderano ringraziare pubblicamente i colleghi che hanno profuso un grande impegno per la sua realizzazione.
L’occasione appare, anche, idonea per fare il punto su quanto sta avvenendo in relazione alle elezioni del CNDCEC, al fine di contenere quel clima di conflittualità che certo non giova alla categoria in un momento così delicato dell’economia sociale del nostro Paese.
In particolare la lista ritiene di dover rendere nota la propria posizione in merito al conteggio dei voti effettuato in seguito alle elezioni del CNDCEC ed al comportamento assunto dalla Lista Siciliotti/Marcello.
Come è ormai noto, le elezioni hanno portato ai seguenti risultati: gli Ordini che avevano diritto al voto erano 141 ed i voti elettorali disponibili 725: la lista Longobardi/Di Russo ha ottenuto 359 voti (230 dottori e 129 ragionieri); la lista Siciliotti/Marcello ha ottenuto 348 voti (193 dottori e 155 ragionieri); 18 voti non sono stati espressi o non sono stati assegnati e gli Ordini di Bari ed Enna, i cui Consigli sono decaduti di diritto, hanno espresso un voto senza averne i poteri.
Entrambi i presidenti dei due Consigli, infatti, hanno rassegnato le dimissioni (Bari in data 31 luglio ed Enna in data 5 settembre) e la norma non lascia adito a dubbi in merito alla loro immediata decadenza.
Vi è da dire che l’attesa nella nomina dei commissari è apparsa ai più molto anomala.
Essi, comunque, di fatto, non sono più, per legge, l’espressione della volontà dei propri iscritti ed è quindi formalmente e sostanzialmente corretto che il loro voto non concorra alla nomina del nuovo CNDCEC.
La vera democrazia, infatti, fonda le proprie radici nel rispetto del diritto ed il ritenere che ciò derivi dalla volontà di escludere qualcuno è solo pura demagogia, non si può ignorare in tal senso quanto inequivocabilmente disposto dall’art. 16, D.Lgs. 139/2005.
La pretestuosa ricerca di irregolarità al fine di contrastare un democratico confronto è emersa, invece, nei comportamenti tenuti dalla lista concorrente alla nostra.
Dopo tre ricorsi al Ministero, tutti già respinti, e un ricorso al TAR per far escludere dalla competizione la lista Longobardi/Di Russo, ora si sta cercando di inficiare il risultato delle elezioni mettendo in discussione l’iscrizione di Giorgio Sganga all’Ordine di Aosta.
Obiettivo è contestare la rappresentatività territoriale della lista.
Per ottenere ciò, per la prima volta dalla legge istitutiva dell’albo, 7 colleghi, facilmente individuabili, hanno sottoscritto altrettante lettere per opporsi al trasferimento del collega.
Il P.M. di Aosta, di conseguenza, in via amministrativa, ha effettuato un ricorso e l’Ordine si è visto costretto a sospendere tale trasferimento.
Questa decisione avviene, per legge, con effetto ex nunc, per cui, ancora una volta, i tentativi di rendere vano il voto sono destinati a cadere nel vuoto.
Questa è la realtà dei fatti, incontrovertibile.
L’auspicio dei sottoscrittori, tuttavia, è che si possa presto impegnarsi seriamente per la Professione e per la tutela degli Iscritti.
I componenti la lista "Insieme per la Professione"
Gerardo Longobardi, Davide Di Russo, Gaetano Ambrogio, Gianluca Ancarani, Adriano Barbarisi, Fausto Bertozzi, Giuliano Bond, Maria Luisa Campise, Massimiliano Castagna, Marinella D’Ardes, Michele De Tavonatti, Roberto D’Imperio, Marcella Galvani, Emma Ioppi, Luigi Mandolesi, Marcello Marchetti, Vito Montanaro, Giovanni Gerardo Parente, Rosa Parisi, Ugo Pollice, Alfio Pulvirenti, Francesco Renne, Felice Ruscetta, Sandro Santi, Athos Santolin, Giorgio Sganga, Claudio Solferini