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Si respira aria di rinnovamento all’interno del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Fra meno di un mese verrà eletta la nuova governance, la seconda da quando v’è stata la fusione, e già da questi giorni immediatamente successivi alla presentazione delle liste si fanno sentire le diverse voci che animano la categoria. Quest’oggi vi proponiamo il commento e le opinioni del presidente dell’Ordine di Lamezia Terme, Giacinto Curcio.
- Presidente Curcio, ormai quelle che finora erano solo indiscrezioni, oggi sono divenute tangibili realtà. E tra queste ve n’è una che spicca tra le altre come evidente anomalia all’interno del suo Ordine. In sostanza, uno dei suoi consiglieri è candidato nella lista di Claudio Siciliotti. Molti si chiedono il motivo di una tale scelta. Anche alla luce del fatto che l’Ordine di Lamezia aveva espresso il proprio appoggio a Giorgio Sganga a prescindere dal fatto che lo stesso da qualche mese è iscritto all’Ordine di Aosta. Noi le giriamo la domanda.
Giacinto Curcio - La candidatura del collega consigliere Aldo Ferrise nella lista del presidente Siciliotti arriva a tempo scaduto, ossia quando già la Federazione dei dottori commercialisti della Calabria e della Lucania aveva manifestato all’unanimità (e sin da molto tempo) il proprio schieramento a favore della lista del candidato presidente Gerardo Longobardi. Vale a dire che si è inteso appoggiare senza eccezioni o tentennamenti il collega Giorgio Sganga, che a prescindere dall’Ordine di appartenenza rimane e rimarrà sempre il nostro rappresentante, manifestando quindi una piena condivisione con le sue idee e le sue prese di posizione anche nei confronti dell’attuale conduzione del Cndcec. Tant’è che quella di Sganga è una linea condivisa da quasi tutte le organizzazioni sindacali e professionali locali, regionali ed interregionali. Ciò implica, tra l’altro, una presa di distanza chilometrica dalla candidatura del collega Aldo Ferrise, che lo avrà fatto a solo titolo personale sapendo già che non avrebbe avuto alcun sostegno dal consiglio dell’Odcec di Lamezia. In ogni caso, anche se lo avessi saputo in tempo, non lo avrei sicuramente appoggiato, perché è una candidatura strumentale, senza significato logico e priva di una dialettica ordinistica. E’ una candidatura che rimarrà relegata alla sua nascita, non essendo né sponsorizzata dall’Ordine di provenienza né condivisa da tutti gli Ordini della Calabria, della Lucania e da molti altri che sostengono compatti la linea di Giorgio Sganga.
- Alla luce di quanto ha illustrato, quali umori ha potuto raccogliere all’interno del Consiglio da lei presieduto in merito alla candidatura del consigliere?
Giacinto Curcio - Certamente non v’è condivisione. Anche perché si deve tener presente che, a prescindere dal fatto che qualcuno per via indiretta forse già sapeva, ma ufficialmente abbiamo avuto la notizia solo allo scadere della presentazione delle liste. Sono convinto che sarebbe stata opportuna una discussione preventiva su tale decisione del consigliere, al fine di intavolare un confronto. Io, che sono il presidente dell’Ordine, l’ho saputo la sera del 14 settembre scorso, ovvero a lista presentata. Per quel che concerne gli umori all’interno del Consiglio, ebbene, i consiglieri sono abbastanza sbigottiti, perché la candidatura è stata proposta senza alcun appoggio.
- Quali sono le motivazioni che spingono il suo Ordine ad appoggiare la candidatura di Giorgio Sganga?
Giacinto Curcio - Ebbene, bisogna tener presente che come Ordini calabresi facciamo capo a una Federazione. La Federazione è nata quasi trent’anni fa ed io ne sono stato uno dei costituenti. La sua nascita aveva il fine di gestire proprio questi momenti. Per cui la Federazione, composta unicamente dai presidenti degli Ordini calabresi e lucani, si è già espressa, ha manifestato da molto tempo e in maniera compatta la volontà di appoggiare Sganga, a prescindere dal fatto, come dicevo prima, dal sua attuale appartenenza all’Ordine di Aosta piuttosto che a un Ordine della Calabria. Sganga è sempre stato e certamente continua a essere la persona che sa meglio capire e rappresentare le istanze della nostra Federazione. Tant’è che anche all’indomani del suo trasferimento all’Ordine di Aosta abbiamo unanimemente deciso che non volevamo altri candidati, in quanto in ogni caso lui doveva continuare a rappresentare la Calabria.
Ne siamo sempre stati convinti e oggi ancora di più, a nulla rilevando le strumentalizzazione che i candidati della Lista “Vivere la Professioni” stanno facendo.
- Alla luce di questi primi anni di vita del Cndcec, perché si è deciso di non dare più alcun appoggio all’attuale presidente, Claudio Siciliotti?
Giacinto Curcio – La conduzione di Siciliotti ci ha portati a essere considerati una nullità, innanzitutto, nei confronti del Fisco. Basti pensare al fatto che possiamo considerarci degli impiegati non pagati del Fisco. Dobbiamo trasmettere le dichiarazioni senza alcun compenso, non abbiamo alcuna tutela. In sette anni abbiamo fatto solo aria fritta, con una propaganda a mezzo stampa che è costata milioni, senza che ne sia venuto fuori alcun risultato pratico. Non abbiamo ottenuto niente. E’ come se fossimo una nullità. Se domani decidessi di uscire dall’Ordine e di iscrivermi ai revisori contabili, potrei comunque svolgere le medesime attività di quelle che conduco attualmente. D’altronde, io appoggio Giorgio Sganga perché ha manifestato queste idee contrarie a Siciliotti. Ciò spiega anche l’impossibilità di sostenere una candidatura presentata all’interno della stessa lista dell’attuale presidente.
- Da più parti si invoca il cambiamento e questo pare ormai essere identificato nella lista Longobardi. Ora, però, potrebbe sollevarsi l’obiezione che comunque Sganga è altresì presente nel Consiglio in carica. Secondo lei, si tratta davvero di un’inversione di tendenza nella conduzione del Cndcec?
Giacinto Curcio - Certo, perché bisogna tener presente che Giorgio Sganga è stato l’unico candidato che ha avuto il coraggio civile di dire la cose in maniera molto chiara. Le ha dette, le ha ripetute nei vari convegni e riunioni, ed è stato sempre disponibile a un colloquio. E, infine, si sa che il Consiglio nazionale lo conduce il presidente, non il segretario che ha adempimenti formali. Molte volte le sue idee non sono state neanche prese in considerazione, lo so da fonte diretta.