11 marzo 2013

Ispettori alle Casse

Enpacl, Enpaia e Epap visitate dagli ispettori ministeriali.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Gli ispettori del Ministero - Ancora notizie non tanto rassicuranti per quel che concerne le Casse private di previdenza alle quali fanno riferimento le categorie professionali. Nel mirino degli ispettori del Ministero dell’Economia e delle Finanze sono finite l'Enpacl, cassa dei consulenti del lavoro, l'Enpaia, cassa dei periti agrarie degli agrotecnici, e l'Epap, cassa di chimici, dottori agronomi e forestali, geologi e attuari. Le visite ispettive erano attese dagli enti, che hanno riscontrato piena collaborazione nei funzionari ministeriali, tuttavia non sono state giudicate di buon grado perché ancora una volta implicavano l’inclusione delle Casse private tra gli enti statali.

Voce alle casse
– Come abbiamo visto, non si è trattato di interventi a sorpresa, in quanto le tre casse oggetto di ispezione sapevano già che sarebbero state interessate dalle visite degli ispettori ministeriali. Per quel che concerne l’ente di riferimento dei consulenti del lavoro, l’Enpacl, l’ispezione era addirittura prevista alla luce della facoltà della Ragioneria generale dello Stato di effettuare verifiche sulla regolarità delle gestione amministrativa-contabile, ai sensi della Legge 196/2009 e del decreto legislativo 123/2011. In questo caso, infatti, l’intervento degli ispettori risultava preordinato al “monitoraggio del livello di spesa per l'acquisto di beni e servizi”. “Gli ispettori - spiega Fabio Faretra, direttore Enpacl - hanno mostrato grande competenza e un approccio collaborativo. Hanno richiesto i bilanci e ogni altro documento necessario per verificare l'attuazione della spending review. Hanno poi distribuito due questionari: uno per capire quali provvedimenti del capitolo ‘risparmi’ riteniamo applicabile alla Cassa, l'altro per conoscere quali convenzioni abbiamo attivato con Consip in relazione alle utenze. La verifica, che è durata dieci giorni solari, sei o sette lavorativi, non si è conclusa con un verbale. Però, ci è stato detto che la nostra Cassa è stata la prima in una lunga serie di verifiche sulle risorse destinate ai consumi intermedi. Su questo, la Ragioneria vuole infatti fare controlli stringenti e continui”. La collaborazione dimostrata dagli ispettori si è addirittura conclusa con l’accoglimento di diversi consigli gestionali e amministrativi da essi esposti, in particolare in merito alla telefonia lo stesso Faretra ammette che è stato possibile rinegoziare un contratto più favorevole. “La legge, infatti, non precisa che il trattamento di favore vale anche per gli enti inseriti nell'elenco Istat”. Anche per l’Enpaia, così come per l’Enpacl, l’ispezione è stabilita in precedenza da leggi ad hoc, quindi l’arrivo dei funzionari era già da tempo atteso. Per quel che concerne l’Epap, invece, la verifica sarebbe stata a largo raggio. L’ente dichiara, tramite il presidente Arcangelo Pirrello, di non aver avuto alcuna contrarietà al controllo, ciò nondimeno ha precisato i dovuti distinguo. “Va bene essere controllati come Casse private, ma non come enti pubblici. Noi siamo nell'elenco Istat solo ai fini statistici. C'è poi una questione di metodo: siamo una Cassa efficiente con pochi dipendenti e la presenza di due ispettori proprio in questi giorni, quando dobbiamo rispondere alle richieste della Consob, costituisce un sovraccarico”.

La posizione Adepp – In qualità di Associazione degli enti privati di previdenza, l’Adepp ha ritenuto di dover intervenire sulla vicenda. A prender la parola è stato proprio il presidente, nonché guida dell’Inpgi, Andrea Camporese. “Sarebbe bene razionalizzare i controlli, sul presupposto che i decreti legislativi 509 e 103 hanno riconosciuto la nostra autonomia”, ha spiegato il numero uno dell’Associazione.

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