Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
L’importanza della Pec - I tributaristi, mossi da richieste pervenute espressamente dall’Amministrazione Finanziaria, si erano già espressi sulla necessità di aggiungere degli opportuni accorgimenti al nuovo sistema di semplificazioni amministrative. Pur individuandone la bontà, la Lapet aveva ritenuto di dover illustrare degli adempimenti ripetitivi, quindi sopprimibili o accorpabili ad altri. Oggi l’Associazione si sofferma sull’utilità dell’indirizzo di posta elettronica certificata, che permette di ridurre i costi amministrativi a carico delle imprese, società e professionisti in seno al progetto di dematerializzazione dei documenti e di semplificazione delle procedure amministrative. “Crediamo fortemente nell’importanza che la Pec riveste. In tal modo infatti ogni cittadino (professionista o impresa) può dialogare in modalità sicura e certificata con la Pubblica Amministrazione senza doversi recare presso i relativi Uffici o fare code interminabili, con un evidente risparmio di tempo e denaro”, ha sottolineato il presidente nazionale tributaristi Lapet, Roberto Falcone.
I chiarimenti – A tal proposito, l’Associazione si sofferma sui chiarimenti giustamente diffusi dal Ministero dello Sviluppo economico che pone dei paletti al fine di far meglio funzionare il sistema a mezzo pec. Secondo la fonte ministeriale, nota n. 53687 del 2 aprile 2013, le imprese individuali non possono domiciliarsi presso soggetti terzi e non possono comunicare con la pubblica amministrazione attraverso l'indirizzo Pec messo a disposizione dallo studio professionale di riferimento. “Un chiarimento importantissimo, auspichiamo che quanto previsto per le imprese individuali venga esteso anche a tutte le alte forme di impresa”, è stato il puntuale commento del presidente Falcone. L’importanza del chiarimento, secondo la Lapet, va a dare risposta a tutti quei professionisti che continuano con evidente ostinazione a farsi carico di adempimenti e responsabilità che non spettano loro. “La posta certificata infatti, dà ai messaggi di posta elettronica il valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno. – ha spiegato il presidente - In altre parole, il professionista depositario delle notifiche del suo cliente ne assume tutti gli obblighi previsti dalla legge. Non solo, lo stesso sarebbe costretto a rincorrere i clienti soggetti della notifica e a notificare a sua volta la ricezione dell’atto, con un evidente aggravio di costi per il contribuente”.
Il suggerimento dei tributaristi – Tenendo quindi conto delle novità intercorse, i tributaristi della Lapet, tramite il proprio presidente, invitano tutte le imprese e i professionisti di provvedere al più presto a dotarsi di pec. “Non resta che attivarsi in questa direzione, ora che i tempi sono maturi, per invertire la rotta e seguire la strada già spianata verso la semplificazione degli adempimenti”, conclude Falcone.