19 marzo 2012

Manifestazione romana del 9 marzo

Autore: Riccardo Losi

Caro Antonio,
Mi complimento con te per l’iniziativa del 9 marzo, confermando quanto dettoti in privato.

Non avrei voluto togliere spazio ai Colleghi che vogliono far sentire la pro-pria voce dalle pagine di fiscal focus, ma essendo stato direttamente chiama-to in causa in uno degli articoli pubblicati sul tuo giornale, vorrei fare alcune puntualizzazioni.
Dopo aver letto quell’articolo sono stato pervaso da un sentimento di grande amarezza. Ricordo, preliminarmente che tutti noi abbiamo espresso situazioni di disagio e di critica nei confronti del Consiglio Nazionale; critica, però, sempre civile e corretta. In quell’articolo, invece, sono state fatte precise allusioni alla correttezza dei comportamenti di alcuni Colleghi. Ciò mi ha profondamente deluso e mi ha fatto pensare che, se questo è il metodo, rischiamo un’autentica deriva della nostra protesta. Discreditando i colleghi non solo non si ottengono risultati concreti, ma non si va proprio da nessuna parte.

Ritengo, poi, che l’obiettivo della manifestazione non fosse quello di “offri-re un’opportunità alle sigle sindacali” ma, eventualmente, di offrirla ai Col-leghi tutti. Le associazioni sindacali si sono limitate a collaborare all’organizzazione dell’evento e a parteciparvi; a mio avviso ci sono riuscite!
Avrei desiderato, però, che i Colleghi, invece che attaccare le associazioni presenti, le quali comunque, “ci hanno messo la faccia”, avessero chiesto a quelle assenti le ragioni della loro assenza.
Vorrei ricordare che Andoc, Associazione che mi onoro di presiedere, da ventidue anni tutela i Dottori Commercialisti senza “scendere a patti” con alcuno e con posizioni quasi sempre di minoranza; le nostre, da sempre, sono state, sono e saranno sempre battaglie di principio a difesa della cultura, della meritocrazia e dell’etica dei Dottori Commercialisti. Ce ne vuole di coraggio per indicarci come “inseguitori di poltrone”.

Ho ricoperto il ruolo di Presidente del Collegio dei Revisori del Consiglio Nazionale e ritengo di aver svolto l’incarico con la massima professionalità ed etica, con l’entusiasmo di chi mette la propria persona al servizio della Categoria e, mai, con la logica di occupare una “poltrona”. Mi limito a ri-cordare, che, forse, qualche collega ha confuso i ruoli istituzionali: il Colle-gio dei Revisori ha compiti di controllo e non di indirizzo politico del Con-siglio Nazionale. Mai e poi mai il Presidente del Collegio dei Revisori, nell’esercizio della funzione, avrebbe potuto tenere “alcuna opposizione in-terna rispetto alla linea sin qui sostenuta dal Consiglio Nazionale”. Invito, perciò, codesti colleghi, ad avere, per il futuro, più attenzione a quanto gli appartenenti ad ANDoC scrivono o esprimono a voce in merito alle posizioni che l’associazione deve assumere. Probabilmente i loro giudizi sarebbero molto più cauti.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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