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Il manifesto delle imprese - Il Presidente Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili Claudio Siciliotti, è intervenuto con un comunicato stampa pubblicato sul sito del Consiglio Nazionale, in merito al manifesto delle imprese, ovvero il documento con le proposte delle imprese, (tramite le loro rappresentanze, tra cui Confindustria) per il rilancio dell’economia italiana.
Secondo il Presidente Siciliotti, in una fase delicata come è quella attuale, per il futuro del Paese si rende necessaria la collaborazione tra le forze imprenditoriali e le professioni intellettuali superando le tradizionali dinamiche relazionali. Viene inoltre puntualizzato che, è vero che le imprese sono la componente più importante del sistema produttivo, ma non bisogna dimenticare i milioni di liberi professionisti che lavorano e producono.
Condiviso l’impianto del documento - In generale viene condiviso il documento presentato contenente anche proposte già formulate dai Commercialisti italiani. In particolare spiega Siciliotti, per quanto riguarda le liberalizzazioni dei servizi professionali, la normativa, pur presentando alcuni spigoli ancora da smussare, non è impregnata dei pregiudizi ideologici che avevano caratterizzato alcune prese di posizione estive del mondo confindustriale e rendendole cosi irricevibili. Afferma ancora Siciliotti, che deve essere apprezzata la significatività delle previsioni di modifica degli ordinamenti professionali inserite nella manovra estiva, le quali possono essere certamente accompagnate da norme più cogenti nel garantirne l’attuazione ma non irrilevanti ne marginali nel merito.
Coinvolgimento necessario - Nel continuare il presidente dei Commercialisti, afferma che le imprese sono la componente più importante del sistema produttivo di beni e servizi di questo paese, ma non lo esauriscono per intero, essendoci anche milioni di liberi professionisti che lavorano e producono, offrendo servizi e prestazioni d’opera intellettuale. Si sarebbe potuto coinvolgerli, afferma Siciliotti, o quanto meno coinvolgere quelle parti che in questi mesi e anni, si sono sempre battute contro ogni ipotesi di abolizione degli Ordini e dell’esame di Stato, ma solo perché sono determinate a difendere la propria identità, piuttosto che a rifuggire da un libero mercato che già ne caratterizza il contesto operativo.
Necessario andare oltre rigidi schemi - Se il momento è topico, conclude Siciliotti, come inteso anche dalle imprese, le enormi difficoltà che vi sono, potranno essere superate soltanto dimostrando di saper andare oltre i rigidi schemi mentali e le tradizionali dinamiche relazionali cui tutti gli attori della politica e delle parti sociali si sono fino ad oggi astenuti.