Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Una riforma per le non regolamentate - Lo abbiamo visto, anche per le non regolamentate starebbe per arrivare una sorta di ordinamento che non mirerà di certo ad equipararle alle professioni riunite in Albi e collegi, ma provvederà quanto meno a strutturare queste categoria professionali secondo canoni condivisi e a tutela sia dei professionisti che degli utenti che vi si rivolgono per consulenze. Già nei giorni scorsi avevamo avuto modo di prender visione del parere del presidente del Cup, Marina Calderone, la quale ha accolto di buon grado l’intento del governo e del Parlamento, a condizione però che queste non vadano a costituire una sorta di limbo professionale di serie B.
La proposta del pdl – Nei giorni scorsi, proprio in merito alle discussioni nelle Commissioni del Senato sulla questione della riforma, il pdl ha avanzato una singolare proposta. L’idea sarebbe quella di inserire nella legge, nello specifico laddove si traccia la definizione di professione non regolamentata, un’ulteriore clausola. Secondo il pdl, dovrebbe essere impedita la qualificazione di professioni non regolamentate a quelle che hanno al loro interno professionisti che svolgono attività regolamentate in ordini e collegi. A questo punto è insorto, com’era prevedibile, il Cna professioni, dichiarando inammissibile una siffatta eventualità.
Il parere del Cna professioni – “Questo significherebbe 'svuotare' la legge”, è tuonato Giorgio Berloffa, presidente di Cna professioni, riferendosi a quanto avanzato dai senatori del pdl. A ben vedere, sono all’incirca due milioni i professionisti non iscritti a ordini professionali che operano appartenendo a categorie non regolamentate delle quali magari fanno parte anche professionisti iscritti ad ordini e collegi, dunque se dovesse passare la proposta per queste professioni non ci sarebbe la possibilità che vengano qualificate. Ciò implicherebbe quindi l’esclusione di migliaia di professionisti quali “fiscalisti e tributaristi, ad esempio, svolgono per gran parte le stesse attività dei commercialisti, visto che questi ultimi hanno in capo come attività riservata solo la firma di determinati bilanci; ma la stessa cosa avverrebbe per tanti altri”.
L’attesa – Intanto oggi il testo dovrebbe essere discusso dalla Commissione Industria, commercio e turismo di Palazzo Madama. A tal proposito, Giorgio Berloffa ha sottolineato che il Cna professioni da lui presieduto si sta attivando “per dimostrare che la legge non reca danno a nessuno ma darà vantaggi al mercato e farà emergere anche tanto 'nero'”. Il leader dei professionisti non regolamentati ha tenuto altresì a precisare, come abbiamo visto in precedenza, che con le dovute clausole neanche il Cup ha opposto resistenza alla riforma, “e noi siamo anche d'accordo – conclude Berloffa - ad inserire nella legge l'obbligatorietà per tutti i professionisti considerati nel provvedimento di dichiarare di non essere iscritti a nessun ordine e collegio, in modo da non andare a 'toccare' l'immagine degli stessi”.