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Il sit-in - Lo scorso 30 aprile l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Crotone ha avviato l’annunciato sit-in di protesta contro quegli adempimenti considerati poco chiari che soffocano gli studi trasformando i commercialisti in ‘servitori’ dell’Amministrazione Finanziaria. Si parla di un evento annunciato in quanto con la manifestazione di mercoledì scorso il presidio calabrese della categoria ha prestato fede a quanto disposto dall’assemblea straordinaria del 10 gennaio e dalla riunione degli Ordini della regione tenutasi il successivo primo di febbraio. Registrando una massiccia partecipazione da parte degli iscritti, il sit-in si è tenuto innanzi alla sede locale dell’Agenzia delle Entrate, quale sito fiscale di riferimento del territorio di appartenenza dell’Ordine. È chiaro che la manifestazione non voleva contrapporre in maniera diretta la categoria alla sede locale dell’Amministrazione Finanziaria, considerata in realtà quale “mera esecutrice delle norme fiscali che nonostante la cronica mancanza di personale svolge il proprio servizio in maniera encomiabile”. La manifestazione ha invece inteso evidenziare l’inefficienza dell’Amministrazione in senso generale e sul piano nazionale.
Gli obiettivi – I commercialisti dell’Ordine di Crotone, attraverso questa manifestazione, hanno inteso mettere in evidenza il desiderio di riappropriarsi del ruolo assegnato alla categoria dalla stessa società civile. Un ruolo “di forte valenza sociale, con il riconoscimento della dignità professionale acquisita con studi e competenze specifiche”. La categoria non intende più essere considerata alla stregua di un manipolo di esecutori dell’Amministrazione Finanziaria, bensì come organo composta da “consiglieri ed esperti del settore; anche perché, la continua legiferazione di norme vessatorie (antiriciclaggio, privacy, sanzioni su invii telematici), il continuo disattendere delle norme previste dallo Statuto del Contribuente, il mancato riconoscimento, anche economico, da parte delle Istituzioni, all’apporto tecnologico e di sostanza dato da tutti gli studi professionali con la telematizzazione degli atti, ha trasformato in doveri insostenibili quelli che sono e dovrebbero essere sacrosanti diritti”.
La richiesta - In definitiva, la richiesta dei commercialisti di Crotone è abbastanza semplice. La categoria crotonese, così come quella nazionale, chiede un Fisco meno oppressivo e più sostenibile. “È necessario che l'amministrazione Finanziaria decida se andare verso un sistema fiscale nazionale (vedi medici di base così il fiscalista di base) oppure sburocratizzare il sistema e riammettere il libero mercato oggi di fatto annientato. L’auspicio conclusivo è che questa iniziativa sia condivisa non soltanto a livello locale e regionale, ma anche e soprattutto nazionale; la protesta partita da Crotone, ultima nelle classifiche positive, e prima in quelle negative, deve invertire la tendenza e risvegliare le coscienze non soltanto professionali ma anche politiche e sociali: non vogliamo più permettere che siano altri a decidere del nostro Futuro”, spiega l’Ordine crotonese. Un piccolo spiraglio si è intravisto, infine, quando il Direttore Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Crotone, alla presenza di un Dirigente Regionale, ha ricevuto una delegazione dell’Odcec a margine del sit-in.