3 gennaio 2013

Previdenza professionale: un ricco 2013

Ventata di novità grazie al Manifesto dell’Adepp
Autore: Redazione Fiscal Focus

Le novità e le proposte - Ci sono delle novità in casa delle professioni regolamentate in ordini e collegi. Lo avevamo appurato dalle recenti parole di Marina Calderone, presidente del Cup, e oggi ce lo conferma anche il fronte previdenziale, rappresentato dall’Adepp tramite il leader Andrea Camporese. L’anno appena iniziato ha aperto uno scenario di innovazione e crescita per gli enti di previdenza privati, nonostante la burrasca che ha caratterizzato gli ultimi mesi. Il presidente dell’Adepp parla di autonomia e di una revisione del sistema impositivo, oltreché dell’idea di mettere insieme tutte queste proposte in un Manifesto condiviso della previdenza privatizzata al fine di non consentire più i maltrattamenti subiti nei mesi passati. In sostanza, gli enti che aderiscono all’Associazione delle casse previdenziali dei professionisti avanzano proposte che spaziano “dalla revisione della doppia tassazione alla necessità di riaffermare, mediante interventi legislativi, il principio dell'autonomia degli enti”.

Le casse e la politica – Intanto, contestualmente alle novità poste sul tavolo delle trattative, l’Adepp (così come il resto dell’Italia) dovrà fare i conti con l’appuntamento del 24 febbraio, ossia con il rinnovo del parlamento e del governo. Cosa accadrà? Che ruolo avranno le proposte pocanzi esposte? Ebbene, la posizione del presidente Camporese risulta abbastanza chiara. La guida dell’Associazione ha affermato di non aver in alcun modo intenzione di esprimere le cosiddette “indicazioni di voto”, ma allo stesso tempo ha affermato che quanto nascerà dal prossimo confronto con i diversi enti dovrà necessariamente esser preso in considerazione dalle correnti politiche che parteciperanno alle competizioni elettorali. “Mi adopererò, subito dopo le feste, insieme ai presidenti degli istituti: stileremo le nostre richieste a beneficio dei circa 2 milioni di professionisti che versano contributi e assistono ai costanti attacchi al loro sistema pensionistico”.

La doppia imposizione
– Uno dei punti caldi sui quali si soffermerà questo confronto programmato di concerto con gli enti di previdenza del comparto professionale riguarda la doppia imposizione. A ben vedere, si tratta di una tassa maggiorata dal primo gennaio dello scorso anno (con la L. 148/2011) che ha aumentato dal 12,5 al 20% le imposte sulle rendite degli investimenti. “Abbiamo calcolato che soltanto questo aumento comporta un esborso di oltre 70 milioni in più all'anno: se, invece, potessimo usare queste risorse per promuovere ulteriori provvedimenti assistenziali destinati alla platea che rappresentiamo, riusciremmo a fornire servizi preziosi, soprattutto nella fase di crisi che attraversiamo. Sarà un punto centrale del Manifesto che scriveremo”, ha annunciato Andrea Camporese.

La ricercata autonomia
– Inoltre, le Casse delle categorie professionali, riunite sotto le insegne dell’Adepp, si daranno da fare al fine di ripristinare la propria autonomia. Il riferimento è senza dubbio rivolto alla vicenda dell’inclusione di siffatti enti privati all’elenco Istat degli istituti di pubblica amministrazione. L’Adepp non lo accetta e ha già dimostrato di sapersi e volersi muovere per vie giudiziarie. “Tutte le violazioni normative del perimetro della nostra autonomia, compresi i tentativi falliti delle scorse settimane di dismissione del nostro patrimonio residenziale a prezzi di favore, rientreranno di certo nella lista delle questioni urgenti sulle quali interrogheremo le forze politiche”, continua il presidente dell’Associazione delle casse previdenziali dei professionisti.

La sostenibilità a 50 anni
– Per concludere, altra nota significativa dell’anno che ci siamo lasciati alle spalle è la richiesta del raggiungimento della sostenibilità cinquantennale dei bilanci prevista dalla Legge n. 214/2011, vale a dire il cosiddetto decreto “Salva Italia”. Su questo punto il parere di Camporese appare abbastanza positivo, intendendo la riforma alla stregua di una vera e propria innovazione per il comparto previdenziale. “Ne siamo usciti bene, sono stati migliorati i conti, tuttavia non ci è stato permesso di servirci, per garantire saldi positivi per 50 anni, del patrimonio. La crescita abnorme dei beni accantonati andrà analizzata, anche con riferimento all'esigenza di assicurare agli iscritti pensioni congrue, con cui mantenersi dignitosamente”, ha concluso il presidente dell’Adepp.

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