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La giornata dei professionisti - Il 1° marzo è divenuto a tutti gli effetti la giornata dei professionisti italiani che si sono incontrati tutti insieme a Roma per la manifestazione Professional Day organizzata da Cup (Comitato unitario delle professioni), Pat (Professionisti area tecnica) e Adepp (Associazione degli enti di previdenza privati). Si è trattato di un evento mirato a dimostrare l’unita delle categorie professionali e i condivisi intenti di far sentire la voce dei rispettivi diritti in questa fase di particolare produttività legislativa che sta caratterizzando il Governo dei tecnici. Per l’appunto, i liberi professionisti hanno chiesto, in sintesi, che un Esecutivo definito tecnico ascolti ciò che i tecnici della vita comune quotidiana hanno da dire e, soprattutto, li tuteli. Gli Ordini hanno sottolineato che nessun provvedimento governativo avrà la forza di minare la solidità delle categorie, ma che inevitabilmente dovrà coinvolgerle per costruire la solidità economica e finanziaria del Paese. 150 sono state le sedi dislocate su tutto il territorio nazionale che hanno svolto il ruolo di presidi locali della giornata dei liberi professionisti, ciascuna di esse e la manifestazione madre capitolina hanno riscosso ampio favore dagli iscritti ai diversi Ordini che hanno risposto con convinzione e sentita partecipazione.
Cndcec – “Rappresentiamo il 15% del Pil. Non siamo un ostacolo allo sviluppo, ma siamo un fattore per crearlo”, ha dichiarato il leader dei dottori commercialisti ed esperti contabili italiani, Claudio Siciliotti. Secondo il presidente del Cndcec, dev’essere per tutti pacifico che un Paese che voglia crescere ha evidente necessità di riforme che snelliscano e rendano maggiormente flessibili procedure e sistemi obsoleti, ma tale processo di rinnovamento non può essere condotto e attuato sulle spalle dei professionisti, tanto meno su quelle dei commercialisti che appartengono a quella che sembra essere la categoria maggiormente colpita dai provvedimenti economici e finanziari degli ultimi mesi. “Accettiamo le riforme, come è giusto, non accettiamo un giustizialismo giuridico che vuole vedere nelle professioni chissà quale freno - continua Siciliotti - Oggi siamo qui per fare delle proposte. Non protestiamo, non alziamo la voce, ma siamo in grado di fare cose per lo sviluppo del Paese”. La proposta avanzata dai commercialisti in occasione della giornata di ieri riguarda la questione dello statuto del contribuente che, secondo il presidente Siciliotti, dovrà acquisire il medesimo valore di una norma costituzionale. “Proporranno una giustizia tributaria professionale, norme che credo diano certezze e fiducia. Siamo qua per questo”, ha continuato la guida dei commercialisti e degli esperti contabili italiani. Infine, sui punti caldi della discussione, ossia le società professionali e il preventivo obbligatorio, la posizione del Cndcec espressa dal presidente è ben chiara. Nel primo caso, Siciliotti afferma che la revisione della norma sulle società tra professionisti è stata una giusta modifica al decreto, mentre per il secondo punto il parere risulta abbastanza freddo e negativo. “Il preventivo obbligatorio è una liberalizzazione dirigista. Non capisco che tipo di liberalizzazione esista nell'imporre un adempimento”. Secondo Claudio Siciliotti, il Governo avrebbe fatto meglio ad attuare la riforma professionale prevista dalla manovra di Ferragosto invece di apportare ulteriori provvedimenti che mirano a defraudare categorie e professionisti dei rispettivi diritti. “Oggi – ha concluso il numero uno del Cndcec - paradossalmente, un commercialista non sa se dopo 18 mesi può fare l'esame di Stato, non sa se le tariffe sono obbligatorie o meno, non sa se deve fare un preventivo, non sa se deve essere per forza assicurato, non sa se può fare una società professionale con soci di capitale nella misura massima di un terzo. E' semplificazione, questa, o è un'inutile complicazione?”.
Il Cup – Grande protagonista della giornata di ieri è stato uno degli organismi promotori, vale a dire il Comitato unitario delle professioni guidato da Marina Calderone, già leader dei Consulenti del lavoro. “Saremo contenti solo quando riusciremo a far passare il messaggio che non siamo una casta. E adesso, dopo il dl liberalizzazioni diciamo basta agli interventi spot, che rischiano di essere solo d'intralcio ala riforma delle professioni. Ce la lascino fare”, ha dichiarato, nel pieno della manifestazione, il presidente del Cup. La Calderone ha altresì tenuto a spiegare la vocazione e la missione del “Professional Day”, appuntamento paragonato a “una 'piazza virtuale' che collega 140 sedi in tutta Italia, ed è la rappresentazione di quello che è l'impegno che i professionisti vogliono mettere al servizio del Paese”. Le categorie insieme sono chiamate a proporsi come interlocutrici di questo Governo al fine di trarne benefici non solo per la tutela delle proprie garanzie, ma anche e soprattutto per il bene dell’Italia, per la crescita del Paese che privata delle professioni si presenterebbe come mutilata. Dunque, impossibile. “Il nostro desiderio è arrivare a una riforma delle professioni -dice- che possa essere d'ausilio al nostro comparto, di supporto a quanti hanno necessità di poter credere e investire come i nostri giovani. Le professioni italiane sono a disposizione per la crescita del Paese che deve esserci dopo la crisi. Il governo dei tecnici – ha concluso Calderone - tenga conto di quelle che sono le proposte dei tecnici, gliele forniscono a titolo gratuito”.