6 ottobre 2014

Professionisti: in calo il reddito

Anche il 2013 si chiude con una riduzione dei guadagni
Autore: Redazione Fiscal Focus

Premessa – Non si arresta la caduta dei redditi dei professionisti. Dal 2008 al 2013 i lavoratori autonomi denunciano un continuo calo dei redditi. Il dato medio è in flessione di oltre il 15 per cento. Questa è la fotografia che risulta dai dati del 2013 dei redditi dei liberi professionisti in Italia.

Crisi - La crisi morde anche tra i professionisti. Secondo i dati delle rispettive casse previdenziali anticipate dal sole24ore è in calo il reddito dei geometri, notai, commercialisti, ragionieri, consulenti del lavoro, infermieri, periti industriali, giornalisti ingegneri e architetti mentre risultano in leggera controtendenza i notai e periti industriali.

Adepp – Il commento sui dati in questione arriva da Andrea Camporese e dall’osservatorio privilegiato costituito dalla presidenza dell'Adepp, l'Associazione degli enti previdenziali privati, che monitora la situazione sulla base delle dichiarazioni reddituali utilizzate per determinare i versamenti contributivi.

Commento - Secondo il presidente gli unici due dati in controtendenza da notai e periti industriali, sono segnali positivi in un contesto negativo: “I notai sono un po' il polso del paese, ma considerando quanto si è perso negli ultimi anni, anche se qualcosa si sta muovendo, ancora non è abbastanza”. Per il presidente dell’Addep il calo del reddito resta molto allarmante e le spinte su cui indirizzarsi sono i fondi europei, il welfare attivo e le risorse la Garanzia giovani. “Sono leve che però vanno utilizzate in modo sinergico, sottolinea il presidente dell’Adepp, noi abbiamo fatto la nostra parte investendo nel welfare 150 milioni in un anno”.

Libera professione
– Nonostante i redditi risultino in continuo calo, il numero di iscritti continua ad aumentare. La libera professione, infatti, in un contesto di crisi e disoccupazione come quello contemporaneo rimane l’unica possibilità di poter svolgere un lavoro. Dal 2007 ad oggi appunto il numero di iscritti alle casse di previdenza private di libere professioni ha visto un incremento di 112.000 soggetti. Si tratta dunque di un aumento percentuale del + 14,3%. Tra i diversi settori in cui si estendono le libere professioni l’aumento maggiore si è registrato nel comparto giuridico con un aumento sopra la media pari al 23,6%, notevole accrescimento ha avuto anche il comparto economico sociale con una variazione del 17,7%. In fondo alla classifica ci sono invece le professioni tecniche con un aumento del 12,6% e sanitarie con una variazione positiva del 11,06%.

Giovani e donne – Suddividendo la categoria dei liberi professionisti tra sesso e fasce d’età le distinzioni sono nette. In particolare la differenza di reddito tra uomini e donne nel 2007 era del 13,87% mentre nel 2013 si attesta sul 14,49%. La frattura più grave con un scostamento di reddito del 17% si ha però nel 2010 e nel 2011. Per i giovani under 40 il guadagno conseguito dalla libera professione è diminuito da una media di 24.000 euro se maschi e 21.050 euro se femmine, a rispettivamente 18.911 e 16.170 euro.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy