25 maggio 2012

Protocollo Anbsc: no ai limiti di anzianità

Il Cndcec chiede di rivedere i limiti di anzianità per l’iscrizione all’Elenco
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il protocollo - Lo scorso 16 maggio il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili aveva sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. In sostanza, ai commercialisti e agli esperti contabili verrà consentita la possibilità di gestire i beni immobili e la contabilità delle società sequestrate e confiscate alle organizzazioni mafiose. In base alle direttive emanate dall’Anbsc, in accordo con il Cndcec, i commercialisti potranno assumere incarichi quali revisione dei bilanci delle aziende sequestrate, valutazione e/o liquidazione delle suddette aziende, coadiutore dei beni confiscati e delegato alla vendita dei beni mobili. Tra i principali requisiti, oltre alla prestazione concreta di attività professionale e all’assenza di pendenze civili o penali, vi è l’iscrizione da almeno 5 anni alla sezione A dell’Albo e del registro dei revisori legali dei conti, nonché all’Albo dei CTU del Tribunale del circondario di appartenenza. Ad oggi, però, il leader dei commercialisti chiede un’ulteriore opportunità anche per i professionisti con un’iscrizione all’Albo inferiore ai 5 anni.

La nuova proposta – In sostanza, l’idea di Claudio Siciliotti è quella di cancellare i vincoli di anzianità dai quali dipende l’iscrizione all’Elenco. Dunque, si chiede che l’iscrizione all’Elenco possa essere estesa anche ai giovani iscritti all’Albo professionale, senza limiti di anzianità. Tale proposta di modifica riguarderebbe l’art. 3, punto 1, del protocollo d’intesa. Connessa a tale modifica vi è la proposta di prorogare il termine previsto dall’art. 2, comma 2, in merito alla data di scadenza della presentazione dell’Elenco, in modo da permettere l’inserimento dei giovani commercialisti già in questa prima fase di formazione dello stesso. Tale proposta non nasce da un desiderio di tirarsi fuori da quelli che erano e rimangono gli accordi in seno al protocollo, bensì dalla volontà di ampliare le opportunità per i professionisti, soprattutto per le giovani generazioni. Il presidente del Cndcec sottolinea che la soddisfazione dell’intera categoria non si è assottigliata, anzi è di giorno in giorno consolidata la consapevolezza che i commercialisti e gli esperti contabili sono stati chiamati in prima linea a investire un ruolo professionale e sociale non di poca rilevanza. La richiesta, però, si concentra su una revisione dei requisiti previsti dal patto. Il leader dei commercialisti italiani dichiara, infatti, di non aver avanzato prima tale precisazione poiché ciò avrebbe potuto ritardare la firma dal protocollo, quindi l’avvio dell’attività, ma ora che ci si è già addentrati nel vivo della collaborazione risulta opportuno rivedere tali questioni.

Le argomentazioni – Claudio Siciliotti, in una comunicazione inviata al direttore dell’Agenzia che ha sede a Reggio Calabria, ha argomentato la propria attuale proposta. La premessa è che qualsiasi dottore commercialista o esperto contabile iscritto all’Albo ha le competenze richieste dal protocollo per due motivi: il primo è che per accedere all’Albo tutti devono sostenere il medesimo esame di Stato previsto dalla Costituzione, il secondo è che ogni iscritto è chiamato ad assolvere degli obblighi formativi e di aggiornamento continui. Proprio per quel che concerne le competenze e le capacità professionali, Claudio Siciliotti evidenzia che le 20 ore di formazione richieste all’art. 3, punto 9 del protocollo sono previste anche nei curricula dei giovani iscritti all’Albo.Pertanto, tutti i professionisti iscritti, sulla base di quanto disposto dalla legge professionale, hanno le caratteristiche e le competenze illustrate nel patto sugellato il 16 maggio scorso e ciò giustifica, in via preliminare, la proposta del presidente del Cndcec eciò avvalorerebbeanche la seconda proposta, ossia quella di eliminare i limiti di anzianità già nella prima stesura dell’Elenco, che dovrà essere effettuata entro l’ultimo giorno dell’anno in corso.

Le motivazioni
– Alla base di tale proposta avanzata dal presidente del Cndcec vi è la volontà di arginare fenomeni di disparità tra gli iscritti, pur mantenendo le diverse peculiarità proprie delle sezioni A e B dell’Albo. Ciascun iscritto, infatti, può vantare le medesime capacità professionali. E, infine, il medesimo Cndcec si assumerebbe il compito di vigilare sull’effettiva fruizione dell’offerta formativa specifica.

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