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Premessa : L’Antitrust si è pronunciato sanzionando il consiglio nazionale del notariato per una inserzione pubblicitaria “illecitamente comparativa” in danno ai commercialisti. Torna ad animarsi il dibattito sulla possibilità dei professionisti di poter far pubblicità.
“Bene o male, purché se ne parli”. La celebre frase di Oscar Wilde è diventata sempre più l’imperativo categorico della società moderna. La pubblicità assume – in tutte le sue forme positive, negative, dirette o indirette – un ruolo decisivo per l’opinione pubblica. Tanto che anche il mondo dei professionisti avverte il bisogno di sponsorizzare la propria attività.
Pubblicità comparativa: Oggetto di una recente pronuncia dell’Antitrust è stata la pubblicità comparativa – intitolata “senza notai meno sicurezza” - apparsa su alcuni quotidiani nell'estate 2008. Lo spot, che confrontava le prestazioni offerte nella cessione di quote sociali delle srl dai notai con quelle dei commercialisti, è stato ritenuto “illecitamente comparativo” e il Consiglio nazionale notarile è stato sanzionato.
La decisione riapre il dibattito sull’opportunità da parte del professionista di farsi pubblicità e, se questa viene fatta, in maniera efficace. Gli obiettivi di una campagna promozionale sono sicuramente la valorizzazione della categoria (messaggio istituzionale) e il puntare l’attenzione su alcuni studi professionali. Il duplice fine comunicativo ha reso appetibile questo contesto alle agenzie pubblicitarie: il risultato più evidente della maggiore concorrenza tra i professionisti è stato il rilancio di vere attività di comunicazione istituzionale in favore della competenza e a garanzia della qualità dei propri associati.
L’interesse alla pubblicità. I professionisti hanno, dunque, sempre maggiore interesse alla pubblicità. Pubblicità ammessa, ma non concessa, se intacca la reputazione di altre categorie. Per questo motivo i commercialisti hanno visto riconosciute le loro ragioni. La sanzione, anche se minima, afferma inequivocabilmente che la campagna fatta dai notai era ingannevole, scorretta e lesiva della dignità dei commercialisti.
In ogni caso, la questione non è chiusa: sulla vicenda c'è in corso una causa civile per risarcimento danni milionario.
Il Presidente del CNDCEC. Claudio Siciliotti, presidente dei commercialisti, ha espresso soddisfazione per la decisione dell’antitrust senza però lasciarsi andare a facili trionfalismi. “La contrapposizione tra professionisti che dovrebbero collaborare – dice Siciliotti – non è mai una buona notizia”.