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La questione della data - Sull’obbligatorietà della polizza per responsabilità civile, che i professionisti dovrebbero stipulare entro il prossimo 15 agosto, si è espresso negli ultimi tempi il Comitato unico per le professioni, che rappresenta l’intero comparto ordinistico. L’organismo di rappresentanza, presieduto da Marina Calderone, già alla guida nazionale dei consulenti del lavoro, si è da tempo fatto promotore di un’ulteriore proroga alla deadline dell’obbligatorietà. La stessa, ricordiamo, era stata originariamente posta dalla legge di Riforma delle professioni al 13 agosto dello scorso anno, ma aveva poi subito un posticipo con un ulteriore decreto che aveva spostato la data limite al Ferragosto dell’anno in corso. A meno di un mese dallo scoccare del termine, si fanno sentire quindi i venti di una nuova proroga. L’ipotesi potrebbe essere caldeggiata non solo dal Cup, ma anche dalle professioni tecniche tra le quali vi sono alcuni Consigli nazionali che non hanno ancora provveduto a stipulare convenzioni o a dare indicazioni convenienti ai propri iscritti.
Verso una nuova proroga – Dunque, sulla questione dell’obbligatorietà, prevista dal D.P.R. 137/2012, si è altresì interrogato il cosiddetto decreto ‘del fare’ al quale è stato recentemente presentato un emendamento per inserire proprio una seconda proroga. Come abbiamo visto, la notizia ha ottenuto una positiva approvazione dal suo maggior promotore, ossia il Cup. "Accogliamo con favore la presentazione di questo emendamento che come Cup abbiamo sollecitato. L'entrata in vigore dell'obbligo di assicurazione a metà agosto sta creando problemi tecnici in quei casi in cui c'è difficoltà ad assicurare un alto livello di protezione e un costo conveniente", ha affermato Marina Calderone. In sostanza il nuovo emendamento al 'decreto del fare' potrebbe concedere ai professionisti un altro anno di tempo prima di far scattare l'obbligatorietà della polizza assicurativa.
Più tempo ai Consigli nazionali - "Lo sforzo di tutti i Consigli nazionali – sottolinea il presidente del Comitato unitario delle professioni - è infatti quello di definire le convenzioni migliori per tutelare in primis i giovani. E i contenuti dell'emendamento vanno proprio in questa direzione. In discussione, ovviamente, non c'è la validità dell'obbligo, che va nella direzione di tutelare cittadini e professionisti. Ma è altrettanto evidente la necessità di un'ulteriore proroga di alcuni mesi per consentire a tutti i Consigli nazionali di poter fare le scelte migliori in base ai nuovi criteri previsti". Quindi, in altri termini, lo scopo di una nuova proroga, la seconda, sarebbe quello di garantire ai Consigli nazionali un bonus di tempo in più da impiegare nella valutazione di offerte vantaggiose per i propri iscritti, magari stipulando convenzioni qualora non lo avessero già fatto.