23 settembre 2013

Revisori: accesso al registro non automatico

Secondo la Commissione Europea, per svolgere la professione di revisore legale è necessario il sostenimento di un esame integrativo abilitante uguale per tutti i professionisti, tuttavia manca ancora il regolamento attuativo.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Necessario un esame – A seguito della bocciatura da parte della Commissione Europea dell’equipollenza tra Dottore Commercialista e Revisore contabile, vi sarà la necessità di un esame integrativo che abiliti (anche i dottori Commercialisti) alla professione di revisore legale dei conti, quindi all’accesso al Registro. Tale posizione (innovativa e divergente dalla tesi dell'equipollenza sostenuta dal Consiglio Universitario Nazionale) è stata fatta propria dall'ufficio legislativo del Ministero della Giustizia italiano e, a sua volta, trasmessa anche al Ministero dell'Economia. Tale notizia arriva nel pieno “caos” per il malfunzionamento della procedura di accreditamento per la prima formazione del “nuovo” Registro dei revisori a causa dei disguidi gestionali della Consip e all’indomani della proroga del termine previsto per oggi 23 settembre.
Tuttavia la tesi è chiara e un’eventuale norma nazionale che stabilisca l'equipollenza senza esame integrativo si porrebbe in contrasto con la direttiva 2006/43/Ce. Di ciò dovrà tenerne conto il ministro della Giustizia chiamato alla redazione del regolamento in tema di esame ed equipollenze.

La posizione del Ministero - Lo stesso ministro avuto notizia della posizione comunitaria, espressa nel giugno scorso, aveva preso posizione chiarendo, anche al Ministero dell'Economia, la rilevanza del "solco" che divide il revisore dalle altre professioni che agiscono, fondamentalmente, nell'interesse del cliente, mentre il revisore applica e verifica l'applicazione delle norme, in una posizione di terzietà.

Necessario il regolamento - Attualmente i giovani che presentano istanza per l’iscrizione al Registro dei revisori, non possono entrare perché se per i Dottori Commercialisti è stata sancita la non equipollenza, per gli altri professionisti che vi potrebbero accedere a seguito dell’esame non possono nemmeno perché non è stato emanato il decreto che ne disciplina le modalità.

Il nuovo regolamento - Il nuovo regolamento, a cui è affidato il compito di attuare la parte del D.Lgs. 39/2010 relativa agli esami e all’accesso al Registro, dovrà essere pronto entro la fine dell'anno. La parte principale della norma dovrebbe essere quella che prevede che tutti i professionisti che si iscriveranno ex novo al Registro dovranno sostenere una prova d'esame che attesti le conoscenze specifiche richieste dalla revisione e affrontare un percorso formativo che dia loro perfetta conoscenza della terzietà della professione che si apprestano a esercitare, al servizio non del cliente, ma della certezza dei bilanci. Da qui perderebbe valore anche l'affermazione del CUN a favore dell'equipollenza per i dottori commercialisti, anche alla luce del fatto che tale professione potrà essere svolta in tutti i paesi comunitari, sempre a tutela della veridicità delle informazioni societarie contenute nei bilanci.

Una professione europea - Secondo il presidente dell’Istituto Nazionale dei Revisori Contabili, Virgilio Baresi, si tratterebbe di un risultato di enorme rilievo per il mondo dei revisori che diventerà la prima professione italiana che avrà un titolo europeo che le consentirà di esercitare in tutta la Ue. Questo, non come professionista di parte, ma terzo, e che è nelle condizioni di controllare il bilancio di qualsiasi azienda europea. L'obiettivo dell'Inrl è che i revisori legali facciano la revisione come professione "unica" e la stima di Baresi è che il mercato possa assorbire circa 40mila operatori nel prossimo triennio.

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