6 maggio 2013

Revisori degli enti locali: analisi empirica dell’IRDCEC

Selezione revisori Enti Locali attraverso analisi empirica avente della distribuzione statistica degli enti interessati e degli iscritti nei nuovi elenchi
Autore: Redazione Fiscal Focus

La selezione dei revisori degli enti locali - L’IRDCEC (Istituto di ricerca dei dottori commercialisti ed esperti contabili) ha pubblicato un documento nel quale vengono analizzate le modalità di selezione dei revisori dei conti degli Enti Locali già disciplinate dallo stesso testo Unico e recentemente modificate. Il documento, oltre a illustrare le novità legislative, presenta un’analisi empirica che ha come oggetto da un lato la distribuzione statistica degli enti interessati in base ai parametri adottati dalla nuova normativa, e dall’altro la distribuzione statistica degli iscritti nei nuovi elenchi. Considerata la portata innovativa delle modifiche legislative adottate relativamente alla selezione dei revisori dei conti nei Comuni, il documento analizza in maniera approfondita l’impatto che tali novità generano per gli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli esperti contabili in termini di possibilità di accesso alla funzione di revisore.

L’iscrizione all’elenco
- Il documento nella prima parte ricorda che per effetto delle disposizioni contenute dal D.L. 138/2011 la possibilità di ricoprire un incarico di revisore negli enti locali è subordinata al fatto di essere iscritti in un apposito elenco che è stato redatto su base regionale. Nell’elenco sono inseriti i revisori interessati che ne facciano richiesta, iscritti nel Registro del revisori legali e gli iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed esperti contabili. Per iscriversi nel suddetto elenco sono necessari determinati requisiti specifici per ciascuna delle tre fasce demografiche previste, e tali requisiti diventano più stringenti all’aumentare delle dimensioni dell’ente. La modalità di selezione degli professionisti è causale, ovvero attraverso l’estrazione dagli elenchi dei revisori.

Analisi empirica - Il documento analizza inoltre i risultati che sono stati raggiunti dall’analisi effettuata sulla base dei due elenchi formati dal ministero dell’Interno pubblicati con il D.M. 27 novembre 2012 e in vigore dal 10 dicembre 2012 al 28 febbraio 2013, e con il D.M. del 28 febbraio 2013 in vigore dal 1° marzo 2013. Emerge subito dall’analisi una diversa distribuzione territoriale degli enti e degli iscritti nell’ambito delle tre fasce demografiche con diversi gradi di probabilità di acceso dei revisori negli enti. Viene in particolare riscontrata una elevata variabilità tra le regioni dell’incidenza dei Comuni di prima fascia, ovvero con meno di 5.000 abitanti.

Squilibrio tra domanda e offerta di incarichi - Vi sono poi Regioni dove vi è una limitata presenza di enti e un alto numero di iscritti, e in questo caso si determina un forte squilibrio tra domanda e offerta degli incarichi. Un indicatore per quantificare il fenomeno è il rapporto tra i Comuni disponibili per fascia demografica a livello regionale e il corrispondente numero degli iscritti nell’elenco. Un valore basso di tale indice (riscontrato specie nelle regioni meridionali) evidenzia un limite verso la possibilità di svolgere l’attività di revisore negli enti locali soprattutto per chi si colloca in prima fascia, ovvero per quei professionisti che non hanno ancora svolto degli incarichi. A tal proposito lo studio evidenzia che coloro che non hanno mai assunto incarichi di revisione rappresentano il 55% del totale degli iscritti.

La composizione degli elenchi - Nel documento viene analizzata la composizione degli elenchi regionali e viene individuata nel 5% del totale di iscritti che provengono dal Registro dei revisori legali, non iscritti nell’Albo dei Dottori Commercialisti, è stato inoltre calcolato il rapporto tra gli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, e gli iscritti totali nell’albo stesso al fine di fornire la propensione del dottore commercialista all’esercizio della funzione di revisore contabile degli enti locali, e le differenze anche in questo caso variano da regione a regione.

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