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Arriva il ‘nuovo’ esame - Un nuovo esame di Stato per i revisori legali? Probabilmente la risposta a un siffatto quesito sarà affermativa. Infatti, nei giorni scorsi, il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, in un intervento all'assemblea generale dell'Inrl, ha affermato che il regolamento disciplinante il “nuovo” esame di abilitazione all’esercizio dell'attività di revisore legale è pronto. Il rappresentante della squadra esecutiva ha infatti aggiunto, interloquendo con la stampa specializzata, che il regolamento, la cui emanazione si attende a breve, accoglie i “dettami della direttiva europea in materia di revisione, stabilendo che non vi è esonero totale dall'esame di abilitazione per i dottori commercialisti che dovranno sostenere una prova di abilitazione ad hoc su: principi internazionali di revisione, principi contabili, deontologia e indipendenza, tecnica professionale e gestione dei rischi aziendali”.
Confermato impegno Ungdcec - Una tale indiscrezione, diffusa tra l’altro da un esponente di governo, è stata immediatamente captata dalla categoria dei commercialisti, chiaramente coinvolta in questo processo di rinnovo del sistema. Sul punto è presto intervenuta l’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili che, esaminando la notizia in merito alla fine del periodo transitorio che si protraeva dal 2011 e che ha creato non pochi problemi pratici ed interpretativi per i non iscritti, ha manifestato la propria imperitura vicinanza ai giovani commercialisti e ai tirocinanti in vece dei quali in passato ha più volte preteso che il governo intervenisse per la soluzione della questione. Tenendo conto quindi delle sopraggiunte novità, la sigla sindacale guidata da Fazio Segantini ha riconfermato la propria disponibilità nel sostegno dei giovani iscritti.
Coinvolgimento della categoria – E sempre con un occhio di riguardo ai giovani professionisti e alla luce del fatto che la fase di tirocinio per l’ammissione all’esame di dottore commercialista e di revisore legale dei conti si svolge in maniera quasi esclusiva all’interno degli studi professionali, l’Unione ha avanzato la richiesta esplicita alla governance di categoria e alle altre rappresentanze sindacali affinché ci si impegni e ci si senta maggiormente coinvolti nel confronto circa la bozza di regolamento, che tra l’altro risulta già predisposta. L’auspicio è che ci si avvii verso un “tavolo di concertazione tra Ministero, Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e relative rappresentanze sindacali nel quale tutti possano dare il proprio contributo; in particolare l’Unione, pur conscia delle peculiarità che la funzione di Revisore legale richiede, ribadisce che le materie che dovrebbero formare oggetto della prova aggiuntiva sono già ampiamente assorbite dalle materie oggetto di esame di Stato per esercitare la professione di Dottore Commercialista”, spiega una nota dell’Unione.
Il commercialista è già revisore - Se si considera che il commercialista è già un revisore, per competenze e qualifiche, allora non si può accettare un inserimento di prove aggiuntive, anche perché questo non incentiva la competitività nei mercati professionali. “La condivisione di un percorso per la regolamentazione di un momento così importante e delicato dei percorsi formativi è indispensabile anche al fine di stringere un rapporto più stretto con le rappresentanze professionali che, in questa fase, possono apportare tutta l’esperienza maturata”, continua l’Unione ricordando che su questa medesima linea d’onda si era posto l’ispettore generale capo del Ministero dell’Economia, Gianfranco Tanzi, affermando che è già stato messo in cantiere “un confronto sugli standard internazionali di revisione e sul codice deontologico. Sappiamo che nel Registro c’è una composizione eterogenea: 153mila iscritti con differenti status professionali e 450 società di revisione. Vogliamo attivare un’azione di controllo e vigilanza che passi anche da un rapporto più stretto con le rappresentanze professionali”.