Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Gli emendamenti - Forte del giudizio non totalmente positivo in merito al D.P.R. Severino espresso nelle scorse settimane dal Consiglio di Stato, anche il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha illustrato alcune proposte per gli emendamenti del Cup da presentare alle Commissioni Giustizia di Camera e Senato al fine di permettere a queste ultime di redigere i relativi pareri. Nello specifico, gli emendamenti del Cup “recepiscono in toto le nostre richieste, sono un passo importante per cambiare un testo che rischia solo di creare confusione”, ha sottolineato il consigliere con delega alla riforma professionale, Andrea Bonechi. Vediamo di seguito i focus sui quali la riflessione del Consiglio nazionale si è soffermata.
La definizione delle regolamentate – Il Consiglio di Stato aveva chiesto maggiore chiarezza in merito alla definizione di professione regolamentata. Il parere del Consiglio nazionale guidato da Siciliotti è che il D.P.R. redatto dal governo sia inevitabilmente diretto agli Ordini, quindi “non occorre affatto richiamare una definizione comunitaria che comprende tutte le possibili fattispecie esistenti nella UE”. Inoltre, la ragione che impedisce nel nostro Paese un ulteriore ampliamento della definizione è che l’organizzazione classica delle categorie professionali italiane si basa su Ordini o Collegi.
Il tirocinio – Il tirocinio non può non svolgersi in studio, su questo punto il Consiglio nazionale non transige. Pertanto la formazione post-laurea introdotta dalla riforma della Severino non dovrà ritenersi obbligatoria, ma facoltativa e non sostitutiva della fondamentale pratica effettiva. “Ciò per evitare che si crei un’ulteriore fase di studio che si aggiungerebbe al già lungo percorso universitario e per di più con anche test intermedi o finali, la cui previsione è giudicata dalla categoria ‘incomprensibile’, inutile ulteriore ostacolo all'iscritto per sostenere l'esame”, spiega il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Ciò detto, tra le proposte alberga anche la richiesta che sia considerata la validità del tirocinio anche per l’iscrizione al registro dei revisori legali.
Formazione professionale continua – Secondo il Consiglio nazionale, la formazione professionale continua deve continuare ad essere gestita dagli Ordini, ai quali non può essere sottratto il compito di validare le attività alle quali gli iscritti hanno partecipato. Infatti, sono gli Ordini “gli unici in grado di garantire che non vi sia ‘commercio’ della formazione. Si deve garantire all'iscritto di potersi formare anche senza oneri. Così come occorre che sia mantenuta l’uniformità di valutazione delle offerte formative”. A tal proposito, i commercialisti chiedono altresì che venga considerata valida la partecipazione a eventi formativi nel campo della revisione legale.
La questione disciplinare – La riforma siglata Severino non garantisce la terzietà e l’autonomia dei provvedimenti disciplinari, questo è il parere del Consiglio nazionale alla luce di quello che considera come un tradimento del D.L. 138/2011 che mirava a una sostanziale scissione tra componente amministrativa e componente disciplinare. La richiesta dei commercialisti è che si vagli la possibilità di far accedere un magistrato all’interno dei collegi disciplinari, questo perché “non può essere un consigliere di altro Ordine a comporre i collegi di disciplina, dal momento che l'incompatibilità è di ruolo e non solo territoriale. E' il caso di prevedere, invece, la designazione di colleghi disponibili a far parte dei consigli di disciplina a cura del Consiglio dell'Ordine, ma se del caso anche da un organismo terzo (tribunale). L’importante è che i colleghi designati da un Ordine vadano a comporre i Collegi di disciplina di altri Ordini così che vi sia massima terzietà”.