2 febbraio 2012

Riforma professioni: i dubbi e gli auspici

In attesa della manifestazione nazionale del 1° marzo, Marina Calderone anticipa le proprie perplessità in merito alle ultime disposizioni governative, sottolineando le principali esigenze delle categorie.
Autore: Redazione Fiscal Focus

La perplessità - Non accennano a venir meno le posizioni dubbie dei professionisti in merito al complesso discorso circa le società tra professionisti e la connessa riforma delle professioni. L’argomento non è chiaro, anche perché da più parti emergono differenti interpretazioni che non sempre conducono ad un limpido cammino verso un certa applicazione. A porre l’ennesimo focus sul tema è il presidente del Comitato unitario delle professioni, Marina Calderone, che si dichiara perplessa al cospetto del vaglio degli strumenti messi a disposizione dall’Esecutivo. “Abbiamo dei motivi di perplessità in ordine ad alcuni strumenti che sono stati introdotti nell'ambito del più generale tema della riforma delle professioni – ha dichiarato la Calderone - uno tra questi è la società tra professionisti, e abbiamo chiesto al governo, e al ministero della Giustizia, garanzie, all'interno di quelli che saranno i decreti di attuazione, sulla tutela dell'indipendenza di giudizio del professionista”. Proprio su questa scia la guida delle categorie professionali italiane ha annunciato l’evento del 1° marzo, vale a dire la manifestazione nazionale promossa di concerto con l’Adepp.

Forze di sostegno e rivalutazione professionale - La posizione del presidente del Comitato unitario delle professioni è abbastanza chiara, inoltre la Calderone pare esser decisa a manifestare quotidianamente la propria fermezza. L’obiettivo è quello di rivalutare l’immagine dei professionisti che ultimamente è stata soggetta a giudizi affatto soddisfacenti che hanno influenzato l’opinione pubblica. “Non possiamo assoggettarci a un concetto negativo dell'impegno professionale degli ordini e dei loro iscritti”, ha sottolineato Marina Calderone. Il concetto è di immediata comprensione e pare largamente condiviso dalle diverse categoria appartenenti alla sfera professionale. Il fatto è che nello stato in corso, a un passo dalla recessione e pienamente investito dalla crisi, il nostro Paese ha il diritto di contare, oltre che sul Governo di tecnici, anche su “energie intellettuali” che possano trainare l’Italia verso un futuro più sereno dal punto di vista economico, ma anche sociale. In questo comparto di forze positive, il presidente del Cup individua i “2 milioni e 300mila professionisti che quotidianamente si impegnano anche per realizzare la tutela costituzionale dei diritti dei cittadini”. Pertanto, non è accettabile da parte delle categoria il costante processo di banalizzazione della richiesta di riforme. Questa è necessaria a tutti gli effetti sia per i professionisti che per il Paese, e non la si può ridurre a una non produttiva discussione circa le tariffe. In effetti, la Calderone sottolinea che vengano rivalutate con il giusto grado di interesse le “altre peculiarità che vengono dal mondo professionale”.

La manifestazione e i motivi - In definitiva, perché la manifestazione del 1° marzo? Ebbene, per sottolineare l’incessante richiesta da parte delle categorie professionali del giusto riconoscimento, ossia del loro naturale ruolo nel sistema produttivo italiano. Inoltre, ulteriore motivo a sostegno della manifestazione nazionale è quello di chiedere al Governo maggiori tutele sulle future disposizioni. “Noi vogliamo vedere adesso – conclude il presidente del Cup - un'azione forte e concreta sul versante della crescita. Riteniamo che i cittadini, i lavoratori, le aziende abbiano bisogno, dopo tanti sacrifici, di capire anche che tipo di ripresa avrà la nostra economia”

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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