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Alle porte c’è un’importante riforma, quella dell’articolo 348 del codice penale, dedicato all’esercizio abusivo della professione. Con una proposta di legge, già approvata dal Senato e ora in discussione alla Camera, è previsto infatti un notevole inasprimento delle sanzioni.
Positivo è il giudizio del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili: in occasione di un’audizione presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, il vicepresidente della categoria, Davide Di Russo, ha infatti chiarito come le nuove previsioni sanzionatorie debbano ritenersi perfettamente coerenti con l’esigenza di tutela dell’interesse pubblico.
Alcune professioni, per la delicatezza della materia in cui si estrinsecano e per la rilevanza degli interessi coinvolti, meritano infatti si essere riservate a soggetti le cui competenze siano state oggetto di verifica attraverso il conferimento di un’abilitazione statale.
Come chiarisce Di Russo, la previsione contenuta nella proposta di legge “è un implicito e apprezzabile riconoscimento delle garanzie connesse all’iscrizione all’Albo, che assicurano il possesso delle competenze tecniche necessarie allo svolgimento dell’attività, attraverso un percorso formativo universitario, un tirocinio, un esame di abilitazione e, poi, mediante il costante aggiornamento cui l’iscritto è obbligato”.
La norma appare inoltre ancor più rilevante in considerazione del fatto che le garanzie proteggono in special modo il cliente, il quale è tutelato anche dai principi deontologici che il professionista è tenuto a rispettare, pena l’applicazione di sanzioni nell’ambito del sistema disciplinare professionale.
Senza considerare, inoltre, il fatto che il cliente è messo al riparo dalle eventuali conseguenze di un errore professionale grazie all’obbligo, sancito per ogni iscritto, di stipulazione di una polizza obbligatoria.
Il Consiglio Nazionale, oltre ad apprezzare le proposte, ha auspicato un intervento ancor più incisivo, volto a reprimere con decisione l’esercizio di attività caratteristiche degli iscritti all’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili da parte di soggetti non iscritti all’Albo.
È stato altresì richiesto uno sforzo nella lotta all’impiego, da parte di questi soggetti, di qualifiche, denominazioni o titoli che, anche se atipici, sono tali da generare nei terzi, in modo ingannevole, l’idea che questi stessi soggetti non iscritti all’Albo siano in possesso di competenze che sono invece proprie soltanto degli iscritti.
Il Disegno di legge
Il Disegno di legge AC 2281, già approvato al Senato, si è reso necessario in considerazione del periodo di grave crisi economica che il Paese sta attraversando: si accentua infatti sempre di più il fenomeno dei soggetti che si inseriscono abusivamente nel mondo delle professioni per ragioni di sopravvivenza.
Questo fenomeno non è negativo soltanto per le professioni, ma soprattutto per i clienti, che possono subire gravi danni dall’incompetenza degli improvvisati “professionisti”.
Ecco il motivo per il quale si è deciso di intervenire sull’articolo 348 del codice penale, il quale attualmente prevede la pena alternativa della reclusione fino a 6 mesi o della multa da 103 a 516 euro per chiunque abusivamente eserciti una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato.
A seguito delle modifiche di imminente introduzione, le sanzioni potrebbero essere ben più rilevanti: il comma 1 del disegno di legge sostituisce infatti la pena alternativa della reclusione o della multa, con la pena congiunta della reclusione e della multa.
Viene inoltre innalzata tanto la reclusione (che passa nel massimo da 6 mesi a 2 anni) quanto la multa (che passa dal massimo di 516 euro al massimo di 50.000 euro), viene aggiunta la pena accessoria della pubblicazione della sentenza di condanna e viene prevista la confisca obbligatoria delle attrezzature utilizzate per commettere il delitto.