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Il Manifesto - La giustizia indossa la veste digitale. O dovrebbe farlo, secondo l’Ordine degli avvocati meneghino. Nell’era in cui le professioni chiedono snellimenti burocratici e tagli ai costi dei rispettivi adempimenti e delle attività da svolgere, la categoria forense mette nero su bianco un Manifesto per la Giustizia Digitale, in linea con i consensi ottenuti dalla già nota Agenda Digitale Giustizia.
Gli obiettivi - Promosso e diffuso, come abbiamo visto, dall’Ordine forense di Milano, il Manifesto si presenta già come largamente condiviso dalla maggior parte degli iscritti alla categoria. A ben vedere, la volontà degli ideatori è quella di sensibilizzare non solo la pubblica opinione e quella di categoria, ma anche il contesto politico, affinché questo getti finalmente uno sguardo alle necessità professionali, soprattutto nel campo della giustizia, e si decida a operare al fine di snellirne i procedimenti. L’obiettivo finale coincide con l’auspicato approdo a una Giustizia nella quale alberghi l’innovazione e uno sviluppo concreto del sistema e-government. Non sono stati solo gli avvocati a sottoscrivere il Manifesto, in quanto molti consensi sono pervenuti anche dalla Magistratura.
I punti – Le voci fondamentali del Manifesto per la Giustizia Digitale prendono i natali dai presupposti sui quali si era eretta l’iniziativa ‘Agenda Digitale Giustizia’, alla fine dello scorso ottobre. All’epoca i convenuti aveva stabilito delle priorità, tra le quali emergeva la necessità di focalizzare l’attenzione su una politica che andasse a qualificare e incrementare i servizi della Giustizia avvalendosi dei nuovi canali telematici e digitali. In questo percorso erano state individuate tre direttive, che si ritrovano nel Manifesto. Le parole chiave sono, pertanto, “la necessità di una legislazione ad hoc, che tenga conto dell’applicazione dell’informatica e telematica nel processo e nei procedimenti giudiziari in generale, rivedendo alla radice le regole in modo coerente con le potenzialità date da queste tecnologie e la necessità di operare interventi di semplificazione, nel rispetto dei diritti e dei principi ispiratori che regolano il Codice di Procedura Civile e le altre normative di riferimento; la diffusione del Processo Telematico, che tenga conto del ruolo chiave che ricoprono gli attori locali pubblici e privati, della necessità di ottimizzare le poche risorse disponibili per lo sviluppo su tutto il territorio nazionale e delle sinergie necessarie fra centro e periferia per una reale innovazione del settore; lo sviluppo dell’e-Government della Giustizia, che deve progressivamente abbracciare tutti gli ambiti e tutte le tipologie di ufficio giudiziario creando servizi integrati che garantiscano semplicità d’accesso, coerenza, qualità ed efficienza per tutti gli utenti”.