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Indire lo sciopero - Le pretese dell’Amministrazione Finanziaria sono diventate inammissibili e insopportabili, secondo il Coordinamento siciliano delle associazioni dei commercialisti. Per questa ragione, le sigle sindacali della regione, nelle persone di Salvatore Russo – presidente Associazione Commercialisti Agrigento, Salvatore Burrafato - presidente Associazione Commercialisti Nicosia/Enna, Orazio Antonio Russo - presidente Associazione Commercialisti Messina, Antonietta Laterra - presidente Associazione Commercialisti Ragusa, Salvatore Geraci – presidente Associazione Commercialisti Siracusa, Michela Rallo - presidente Associazione Commercialisti Trapani, Giuseppina D’oca - presidente U.NA.G.RA.CO. Palermo, e Tito Giuffrida – presidente UNICO Catania, hanno chiesto al Coordinamento nazionale delle associazioni di categoria di “indire, senza indugio alcuno, lo SCIOPERO NAZIONALE DI CATEGORIA”.
Il peso degli adempimenti - Già nel 2010 dalla Sicilia si era levato un grido di insoddisfazione dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, che chiedevano e pretendevano un ridimensionamento degli oneri e degli adempimenti. “Basta adesso Basta”, gridava la categoria siciliana ben cinque anni fa. Cosa è cambiato? A parere del Coordinamento regionale istituito nei giorni scorsi a Marsala, non è cambiato proprio nulla. Anzi, se qualche cambiamento v’è stato, allora si tratta sicuramente di un peggioramento. “Alla luce delle ultime novità fiscali, la categoria dei commercialisti è ancor di più irrimediabilmente sfiancata dalle vessanti pretese dell’amministrazione finanziaria, che si concretizzano in adempimenti quasi sempre complicati, mai perfettamente chiari, spesso ridondanti o inutili. Tali adempimenti a carico dei contribuenti, in molti casi apparentemente semplificazioni, ripercuotono i loro pesantissimi effetti unicamente sugli studi dei commercialisti determinando una sempre maggiore penalizzazione dei professionisti, ormai palesemente e totalmente asserviti alle volontà legislative della governance politica ed obbligati all’assunzione di responsabilità di dubbio profilo costituzionale”, spiega il Coordinamento regionale in una nota.
Le scadenze con aggravio – Dunque, non solo gli adempimenti si susseguono a ritmi incalzanti, ma i commercialisti sono spesso (o sarebbe meglio dire ‘sempre’) costretti ad assolvere ai propri compiti tenendo conto di deadline aggravate da crescenti sanzioni a loro carico (come accade con il nuovo mod. 730 precompilato e da comunicazioni ripetitive o duplicate (si veda, sul punto, la Certificazione Unica con scadenza 7/3 p.v.). A ciò si aggiungano poi altri obblighi come l’adeguamento dell’assicurazione obbligatoria (a spese del professionista) afferente il Visto di conformità, oltre ai quotidiani adempimenti che sorgono davvero come funghi. Queste sono le ragioni che hanno spinto il Coordinamento siciliano dell’associazioni di categoria a pretendere che venga indetto uno sciopero. Anche perché non si può nascondere che accanto a tali motivi oggettivi si pone il crescente disagio che si fa di giorno in giorno più tagliente.