24 gennaio 2012

Sindacati dei commercialisti uniti nell’indignazione

Autore: Redazione Fiscal Focus

L’indignazione sindacale - Le associazioni sindacali che fanno riferimento ai commercialisti e agli esperti contabili esprimono indignazione e amarezza nei confronti delle ultime disposizioni governative che, secondo le sigle sindacali, sono ricollegabili all’influenza di Confindustria. Pertanto, Adc, Anc, Aidc, Unagraco, Ungdcec e Unico segnalano che nessuna ragione può esser posta a giustificazione dei provvedimenti in materia di libere professioni e liberi professionisti.

Il dl Liberalizzazioni - Le novità in materia di professioni che sono state introdotte dal decreto sulle liberalizzazioni varato il 20 gennaio scorso sono state giudicate con dura consapevolezza da parte delle associazioni di categoria che tutelano gli interessi degli iscritti al Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili. L’indignazione palesata a fronte dei provvedimenti già redatti si estende, secondo quanto emerso da un comunicato firmato in maniera congiunta, anche a quanto è in previsione, principalmente per quel che concerne la questione dei collegi sindacali che con tutta probabilità sarà inserita nelle bozze del decreto sulle semplificazioni atteso per la prossima settimana.

Nessuna liberalizzazione - Secondo Adc, Anc, Aidc, Unagraco, Ungdcec e Unico, il testo approvato dal Consiglio dei ministri venerdì non permetterà l’approdo a un vero e proprio percorso di liberalizzazioni per il settore professionale. “Non c'è stato l'ampliamento di alcuna competenza professionale, né la rimozione di alcuno dei numerosi obblighi gravanti sui liberi professionisti - fanno sapere le sigle sindacali - L'unico intervento di pseudo-liberalizzazione è stato fatto sulle tariffe, ma si tratta appunto di pseudo-liberalizzazioni, perché le tariffe erano già state liberalizzate lo scorso agosto e questo provvedimento demagogico, che le abroga, viene accompagnato dall'introduzione dell'ennesimo obbligo per i liberi professionisti, quello del preventivo scritto”. Le associazioni dei commercialisti e degli esperti contabili ritengono che il pacchetto di liberalizzazioni varato dall’Esecutivo Monti non sia volano di un effettivo processo che segua quella strada auspicata, in quanto “non rimuove obblighi esistenti e addirittura ne introduce di nuovi”.

I giovani – Oltre alle mancate liberalizzazioni effettive, le sigle sindacali dei commercialisti rilevano una sostanziale disattenzione reale ai giovani professionisti. L’intervento sul tirocinio non è giudicato positivamente dalle associazioni, poiché sopprime ciò che la legge 148 dello scorso agosto aveva disposto, ossia la previsione del ‘giusto compenso’ difesa a spada tratta soprattutto dall’Ungdcec. Nel concreto, le associazioni firmatarie della nota congiunta, sostengono che attraverso questa norma il controllo dei tirocini si è spostato dagli Ordini alle Università, senza che da ciò i giovani possano trarne alcun beneficio.

La previsione - In conclusione, le sigle sindacali dei commercialisti manifestano fondati timori anche per le disposizioni che il Governo potrebbe emanare nel corso della prossima settimana. “Se, mentre la pressione fiscale galoppa a causa di una macchina dello Stato insostenibile che non viene però modificata e mentre la corruzione e gli sprechi nel settore pubblico si moltiplicano, Confindustria non è capace di fare altro che chiedere misure nei confronti dei liberi professionisti, anziché fare sistema insieme a loro contro un blocco sociale statalista trasversale che sta avendo ormai il sopravvento, è tempo che i liberi professionisti smettano di acquistare prodotti editoriali e applicazioni informatiche che finanziano una vera e propria macchina della propaganda che vuole distruggerli”.

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