Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Un monitoraggio finalizzato alla ricognizione delle problematiche connesse al tirocinio contestuale agli studi: è l’iniziativa promossa dal CNDCEC di cui si dà notizia nell’informativa n. 4/2018 dello scorso 14 maggio, appena pubblicata sul sito istituzionale.
In base all’art. 6 comma 4 del D.P.R. 7 agosto 2012 n. 137, recante il Regolamento di riforma degli ordinamenti professionali, in tema di tirocinio è previsto – com’è noto – che esso “può essere svolto, in misura non superiore a sei mesi, presso enti o professionisti di altri Paesi con titolo equivalente e abilitati all'esercizio della professione. Il tirocinio può essere altresì svolto per i primi sei mesi, in presenza di specifica convenzione quadro tra il consiglio nazionale dell'ordine o collegio, il ministro dell'istruzione, università' e ricerca, e il ministro vigilante, in concomitanza con l'ultimo anno del corso di studio per il conseguimento della laurea necessaria. I consigli territoriali e le università' pubbliche e private possono stipulare convenzioni, conformi a quella di cui al periodo precedente, per regolare i reciproci rapporti.”
Proprio in relazione alla suddetta previsione, che rende possibile lo svolgimento del tirocinio contestuale agli studi in presenza di specifica convenzione quadro, il Consiglio Nazionale, nel 2014, ha sottoscritto tale documento con il Ministero dell’Università ed il Ministero della Giustizia, ammettendo pertanto la possibilità di effettuare un semestre di pratica durante gli studi sia biennali che specialistici e consentendo in tal modo che non solo i futuri dottori commercialisti ma pure gli esperti contabili possano anticipare il suddetto periodo semestrale di tirocinio durante il percorso di laurea triennale.
Sempre in base alla detta norma, inoltre, i singoli Ordini territoriali, nell’ambito della cornice tracciata dalla convenzione stipulata dall’ente nazionale, avrebbero potuto a loro volta stipulare, con università pubbliche e private, convenzioni attuative della stessa, regolandone i reciproci rapporti.
Tuttavia - si riferisce nell’indicata informativa – non pochi sono stati, durante questi primi anni di applicazione della convenzione quadro, gli aspetti problematici e le questioni applicative che hanno spesso necessitato l’intervento chiarificatore del MIUR.
Nell’intento, dunque, di tracciare un quadro completo delle problematiche ancora sussistenti, il Consiglio Nazionale ha inteso procedere ad una ricognizione sistematica, interpellando gli Ordini proprio in relazione alle difficoltà emerse in sede di applicazione della citata convenzione. Ha perciò predisposto un questionario - composto da 13 domande - che ha inviato unitamente all’informativa, e che dovrà essere restituito compilato entro il prossimo 11 giugno all’indirizzo del Pronto Ordini del CN.
Il questionario – i cui contenuti, come ancora precisa l’informativa, saranno ampiamente illustrati nel corso dell’Assemblea dei Segretari in programma per il prossimo 24 maggio – si compone: