28 aprile 2026

Tutela bancaria e finanziaria, il ruolo strategico dei commercialisti

Commercialisti in campo per rafforzare tutela bancaria, trasparenza e accesso al credito.

Autore: Redazione Fiscal Focus

Il Consiglio nazionale e la Fondazione nazionale dei commercialisti hanno pubblicato il documento “Tutela della clientela bancaria e finanziaria. Strumenti di tutela, vantaggi per le imprese e impatti sul mercato del credito. Focus sull’Arbitro Bancario Finanziario (ABF)”. La tutela della clientela bancaria e finanziaria è oggi uno dei pilastri dell’ordinamento europeo e nazionale. La crescente complessità dei prodotti finanziari, l’innovazione digitale e la diffusione di servizi sempre più tecnici hanno reso necessario un sistema di regole capace di ridurre l’asimmetria informativa tra intermediari e clienti, rafforzando trasparenza, correttezza e fiducia del mercato. 

In questo scenario, il commercialista assume un ruolo sempre più centrate. Non è più soltanto un tecnico degli aspetti contabili e fiscali, ma un consulente strategico chiamato ad affiancare imprese e consumatori nella gestione dei rapporti bancari, nella prevenzione dei rischi finanziari e nell’attivazione degli strumenti di tutela, compreso il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario. 

Dalla trasparenza alla tutela sostanziale del cliente 

Il quadro normativo bancario e finanziario si è evoluto da un modello fondato sulla semplice informazione al cliente a un sistema più articolato, basato su obblighi di correttezza, diligenza, professionalità e valutazione dell’adeguatezza dei prodotti offerti. Non basta, quindi, che l’intermediario comunichi condizioni e costi: occorre che il cliente sia posto nelle condizioni di comprendere realmente rischi, conseguenze economiche e caratteristiche dell’operazione. 

La tutela si fonda su un insieme di fonti nazionali ed europee: dal Testo Unico Bancario al Testo Unico della Finanza, dal Codice del Consumo alla disciplina MiFID II, fino alle regole in materia di servizi di pagamento, privacy e sicurezza digitale. A presidiare questo sistema intervengono autorità come Banca d’Italia, Consob, BCE, EBA ed ESMA, chiamate a garantire stabilità, correttezza dei comportamenti e uniformità delle prassi di mercato.

La protezione del cliente, dunque, non è più un tema separato dalla stabilità del sistema finanziario. Al contrario, relazioni bancarie trasparenti e corrette riducono rischi legali e reputazionali, rafforzano la fiducia del pubblico e contribuiscono al buon funzionamento del mercato del credito.

Imprese e consumatori: perché gli strumenti di tutela incidono sul credito 

Per le imprese, soprattutto quelle di minori dimensioni, la tutela bancaria e finanziaria ha un impatto concreto sull’accesso al credito. Condizioni contrattuali poco chiare, costi non trasparenti, segnalazioni errate in Centrale dei Rischi o comportamenti non corretti degli intermediari possono incidere sulla reputazione finanziaria dell’azienda e compromettere la continuità aziendale. 

Gli strumenti di tutela consentono invece di riequilibrare il rapporto tra banca e cliente. Reclami, controlli di vigilanza, obblighi informativi e sistemi alternativi di risoluzione delle controversie permettono di individuare anomalie, contestare irregolarità e ottenere risposte più rapide rispetto al contenzioso ordinario. 

In questo contesto, il commercialista può svolgere una funzione di presidio. La sua conoscenza dei rapporti bancari, dei bilanci, dei flussi finanziari e degli effetti delle segnalazioni creditizie lo rende un interlocutore qualificato per prevenire criticità, assistere l’impresa nella lettura delle condizioni applicate e valutare la possibilità di attivare strumenti di tutela. 

ABF, una via rapida per risolvere le controversie bancarie

L’Arbitro Bancario Finanziario rappresenta uno degli strumenti più rilevanti di tutela stragiudiziale nei rapporti tra clienti e intermediari. Si tratta di un organismo indipendente, sostenuto nel suo funzionamento dalla Banca d’Italia, che consente di risolvere controversie bancarie e finanziarie con una procedura semplice, documentale e meno oneroso rispetto al giudizio ordinario. 

Il ricorso all’ABF può riguardare, tra l’altro, conti correnti, mutui, prestiti personali, cessioni del quinto, servizi di pagamento, operazioni non autorizzate e truffe online. Le decisioni non hanno la stessa natura di una sentenza, ma producono effetti rilevanti: l’eventuale mancato adeguamento dell’intermediario viene reso pubblico, con conseguenze reputazionali significative. 

L’importanza dell’ABF non si esaurisce nella singola controversia. Gli orientamenti dell’Arbitro contribuiscono a migliorare la prassi degli intermediari, a ridurre il contenzioso ripetitivo e a innalzare gli standard del mercato. Per questo, la tutela bancaria e finanziaria diventa un ambito operativo strategico: non solo uno strumento di difesa del cliente, ma anche una leva per rafforzare trasparenza, fiducia e qualità del credito. 

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