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Il Consiglio nazionale e la Fondazione nazionale dei commercialisti hanno pubblicato il documento “Tutela della clientela bancaria e finanziaria. Strumenti di tutela, vantaggi per le imprese e impatti sul mercato del credito. Focus sull’Arbitro Bancario Finanziario (ABF)”. La tutela della clientela bancaria e finanziaria è oggi uno dei pilastri dell’ordinamento europeo e nazionale. La crescente complessità dei prodotti finanziari, l’innovazione digitale e la diffusione di servizi sempre più tecnici hanno reso necessario un sistema di regole capace di ridurre l’asimmetria informativa tra intermediari e clienti, rafforzando trasparenza, correttezza e fiducia del mercato.
In questo scenario, il commercialista assume un ruolo sempre più centrate. Non è più soltanto un tecnico degli aspetti contabili e fiscali, ma un consulente strategico chiamato ad affiancare imprese e consumatori nella gestione dei rapporti bancari, nella prevenzione dei rischi finanziari e nell’attivazione degli strumenti di tutela, compreso il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.
Il quadro normativo bancario e finanziario si è evoluto da un modello fondato sulla semplice informazione al cliente a un sistema più articolato, basato su obblighi di correttezza, diligenza, professionalità e valutazione dell’adeguatezza dei prodotti offerti. Non basta, quindi, che l’intermediario comunichi condizioni e costi: occorre che il cliente sia posto nelle condizioni di comprendere realmente rischi, conseguenze economiche e caratteristiche dell’operazione.
La tutela si fonda su un insieme di fonti nazionali ed europee: dal Testo Unico Bancario al Testo Unico della Finanza, dal Codice del Consumo alla disciplina MiFID II, fino alle regole in materia di servizi di pagamento, privacy e sicurezza digitale. A presidiare questo sistema intervengono autorità come Banca d’Italia, Consob, BCE, EBA ed ESMA, chiamate a garantire stabilità, correttezza dei comportamenti e uniformità delle prassi di mercato.
La protezione del cliente, dunque, non è più un tema separato dalla stabilità del sistema finanziario. Al contrario, relazioni bancarie trasparenti e corrette riducono rischi legali e reputazionali, rafforzano la fiducia del pubblico e contribuiscono al buon funzionamento del mercato del credito.
Per le imprese, soprattutto quelle di minori dimensioni, la tutela bancaria e finanziaria ha un impatto concreto sull’accesso al credito. Condizioni contrattuali poco chiare, costi non trasparenti, segnalazioni errate in Centrale dei Rischi o comportamenti non corretti degli intermediari possono incidere sulla reputazione finanziaria dell’azienda e compromettere la continuità aziendale.
Gli strumenti di tutela consentono invece di riequilibrare il rapporto tra banca e cliente. Reclami, controlli di vigilanza, obblighi informativi e sistemi alternativi di risoluzione delle controversie permettono di individuare anomalie, contestare irregolarità e ottenere risposte più rapide rispetto al contenzioso ordinario.
In questo contesto, il commercialista può svolgere una funzione di presidio. La sua conoscenza dei rapporti bancari, dei bilanci, dei flussi finanziari e degli effetti delle segnalazioni creditizie lo rende un interlocutore qualificato per prevenire criticità, assistere l’impresa nella lettura delle condizioni applicate e valutare la possibilità di attivare strumenti di tutela.
L’Arbitro Bancario Finanziario rappresenta uno degli strumenti più rilevanti di tutela stragiudiziale nei rapporti tra clienti e intermediari. Si tratta di un organismo indipendente, sostenuto nel suo funzionamento dalla Banca d’Italia, che consente di risolvere controversie bancarie e finanziarie con una procedura semplice, documentale e meno oneroso rispetto al giudizio ordinario.
Il ricorso all’ABF può riguardare, tra l’altro, conti correnti, mutui, prestiti personali, cessioni del quinto, servizi di pagamento, operazioni non autorizzate e truffe online. Le decisioni non hanno la stessa natura di una sentenza, ma producono effetti rilevanti: l’eventuale mancato adeguamento dell’intermediario viene reso pubblico, con conseguenze reputazionali significative.
L’importanza dell’ABF non si esaurisce nella singola controversia. Gli orientamenti dell’Arbitro contribuiscono a migliorare la prassi degli intermediari, a ridurre il contenzioso ripetitivo e a innalzare gli standard del mercato. Per questo, la tutela bancaria e finanziaria diventa un ambito operativo strategico: non solo uno strumento di difesa del cliente, ma anche una leva per rafforzare trasparenza, fiducia e qualità del credito.