7 dicembre 2012

Un Consiglio nazionale da rifare

Con una lettera al ministero, l’Adc chiede il commissariamento e nuove elezioni.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Irregolarità, commissariamento e nuove elezioni - Una nuova presa di posizione si è formalizzata all’interno della categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Vilma Iaria, presidente dell’Adc, ha scritto ieri una dettagliata lettera con la quale ha sostanzialmente avanzato due richieste: la prima è quella di tener presente degli atti di violazione di legge e inosservanza delle norme, nonché dell’irregolare svolgimento delle elezioni dello scorso 15 ottobre, e su tali considerazioni procedere quindi all’annullamento delle operazioni elettive; la seconda è una chiara istanza di commissariamento del Consiglio nazionale volta alla tutela degli iscritti durante il processo di nuove elezioni e successiva proclamazione degli eletti. La missiva è stata inoltrata congiuntamente al Guardasigilli, Paola Severino, al direttore generale del Ministero della Giustizia, Eugenio Selvaggi, e alla commissione elettorale nominata in occasione delle scorse operazioni ai sensi dell’art. 68, co. 13 del D.Lgs. n. 139/05.

Una governance sana e legittima - La lettera del presidente Iaria intende mettere in evidenza quelle che l’Adc ritiene quali “gravi anomalie ed irregolarità” che hanno caratterizzato gli ultimi procedimenti elettorali sia sul versante nazionale che su quello locale. Tra ottobre e novembre infatti, secondo le fonti addotte nella missiva, il Consiglio nazionale si è comportato in modo abbastanza incoerente, apportando soluzioni differenti e contrastanti interpretazioni normative per quel che concerne questioni meramente elettorali, ossia relative alla formazione delle liste o alla valutazione circa la validità dei voti. Con prove alla mano, testimoniate da chiari articoli e comunicati stampa finalizzati a segnalare le suddette irregolarità, l’Adc si rivolge in primis al ministro Severino, con il principale obiettivo di tutelare gli interessi di una categoria che merita un nuovo Consiglio nazionale la cui elezione emerga da un confronto sano e rispettoso delle leggi e dei regolamenti. L’obiettivo è quello di eclissare qualsiasi ombra sulla legittimità di quella che sarà la futura governance chiamata a guidare i dottori commercialisti e gli esperti contabili.

Le irregolarità sul fronte “nazionale” – Il presidente Iaria ripercorre le vicissitudini degli ultimi mesi, mettendo in evidenza gli aspetti anomali e poco chiari di cui è costellato l’atteggiamento adottato dal Consiglio nazionale tuttora in carica. In primo luogo, è sottolineata la palese inerzia dimostrata dalla governance innanzi alle dimissioni dei presidenti degli Odcec di Bari ed Enna, che hanno avuto come immediata conseguenza lo scioglimento di diritto dei rispettivi consigli. Alcuni consiglieri nazionali, come lo stesso segretario del Consiglio, avevano illustrato al presidente la necessità di commissariare quei due ordini, anche perché “vi era il tempo necessario per provvedere alla nomina del Commissario ed alla successiva elezione del Consiglio dei suddetti ordini territoriali entro il termine prescritto dalla legge per le elezioni del Consiglio Nazionale, che coincide con l’1.12.2012, tenuto conto che il Consiglio Nazionale scadrà il 31.12.2012 e che la legge impone che le elezioni avvengano almeno 30 gg prima”. Il presidente però, nonostante le dimissioni gli fossero pervenute nel luglio e nel settembre scorsi, al 7 novembre 2012 non le aveva ancora comunicate al Ministero competente. Proprio da quei due consigli locali ormai decaduti, in occasione delle elezioni nazionali, sono pervenuti ben 16 voti (14 a Bari e 2 a Enna), la cui attribuzione ha determinato la vittoria della lista Siciliotti-Marcello (per 10 voti rispetto a quella Longobardi-Di Russo). A ciò si aggiunge il clamoroso “caso Sganga”, liquidato in un pomeriggio con la dichiarazione di illegittimità del trasferimento dello stesso da Paola ad Aosta che potrebbe avere come conseguenza il decadimento della lista di Longobardi. Si parla di clamore in quanto in sede di consiglio sono state apportate modifiche al regolamento, senza che queste fossero citate nell’odg. Tali eventi, secondo Vilma Iaria, hanno generato lo scompiglio nella categoria, soprattutto in merito alla credibilità e all’imparzialità degli organi di governo.

Altre irregolarità sul fronte “locale” – I punti sottolineati in merito alle elezioni del Cndcec non sono i soli a destare l’attenzione dell’Adc. Nella lettera al ministro sono infatti citati episodi che rimarcano in misura maggiore la mancata neutralità del Consiglio nazionale. Il presidente Iaria pone l’accento sui casi che hanno coinvolto le elezioni degli Odcec di Roma e di Lamezia Terme. In merito all’Ordine capitolino, una candidata della lista n.2 componente ragionieri era stata esclusa per assenza di requisiti di anzianità; la lista però, per decisione del Cndcec, è stata riammessa alle competizioni. In merito alle questioni lametine, si evidenziano ben due irregolarità. In primis, per le liste n. 5 e n. 2 era risultato un medesimo sottoscrittore; una volta escluso tale sottoscrittore, è stata riammessa alle competizioni solo la lista n. 5 nonostante la nullità di una sottoscrizione e il numero complessivo non sufficiente. In secondo luogo, è stata riammessa la candidatura di un candidato della lista n. 3 che aveva presentato un documento d’identità scaduto. Ora, tali vicende testimoniano la scarsa parzialità e attendibilità dei giudizi del Cndcec, pertanto ben si comprendono le motivazioni che hanno spinto l’Adc a rivolgersi direttamente al Ministero.

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