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Si è svolto ieri a Roma, presso la Caserma “Sante Laria”, il convegno organizzato da “Il Sole24ore” in collaborazione con il Comando Generale della Guardia di Finanza sul tema “L’investigazione economico-finanziaria per l’individuazione delle ricchezze nascoste al Fisco”, al quale sono intervenuti, tra gli altri, Saverio CAPOLUPO, Comandante Generale della Guardia di finanza, Gerardo LONGOBARDI, Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Giuseppe PIGNATONE, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma.
L’incontro ha tratto spunto da un progetto avviato nel 2014 dall’Amministrazione Finanziaria con l’intento di monitorare il fenomeno dell’evasione fiscale mediante l’impiego delle risultanze ricavabili anzitutto dalle banche dati dell’Anagrafe Tributaria.
In considerazione dell’evoluzione degli strumenti informatici e del conseguente incremento della possibilità di svolgere in maniera più efficace indagini investigative di natura economico-finanziaria, l’esigenza emersa di recente è sembrata quella di avviare un procedimento di confronto ed accorpamento dei dati variamente ricavabili, al fine di ottenere una visione più d’insieme, anziché informazioni segmentate da organizzare e ricomporre.
È quanto ha tenuto a sottolineare il Presidente Longobardi, evidenziando l’urgenza di rendere le diverse banche dati sempre più interoperabili, accorpando le stesse in un solo data base la cui consultazione sia in grado di offrire una visione unitaria per soggetto, con ciò auspicando, altresì, l’adozione di modalità informatiche standardizzate che consentano di creare un unico e più efficiente sistema di trasmissione, sì da rendere pienamente attuabile il progetto a suo tempo avviato.
L’utilità di un tale sistema operativo, secondo il Presidente, avvantaggerebbe non soltanto l’Amministrazione Finanziaria ma tutte le Amministrazioni, che potrebbero condividere quello stesso flusso d’informazioni per le proprie finalità e, di riflesso, - qualora sulla scorta dei dati così ricavabili il legislatore intervenisse col ridurre adempimenti ormai superflui - si alleggerirebbe il lavoro dei commercialisti.
Ed intervenendo pure sul recente scandalo dei fondi trasferiti a Panama, il Presidente Longobardi ha espresso biasimo per tutti coloro che hanno spostato le proprie disponibilità finanziarie all’estero anziché avvalersi dello strumento delle Voluntary Disclosure, nonostante i ripetuti appelli lanciati dagli stessi commercialisti nei mesi scorsi.
Ha anche evidenziato come, pure a livello internazionale, si sia peraltro diffuso negli ultimi tempi un atteggiamento di maggior condanna verso il fenomeno dell’occultamento di ricchezze in paradisi fiscali, e quanto – ora più che mai – si renda necessario percorrere in maniera più incisiva il tracciato avviato dall’OCSE sugli standard di scambio automatico di informazioni tra Stati per individuare le fughe. Operazione che dovrebbe essere integrata – a livello nazionale – da un’azione incisiva sulla trasparenza bancaria, da attuarsi mediante la tracciabilità della titolarità e della provenienza dei fondi che vengono appunto gestiti dagli istituti bancari, e ciò anche al fine di realizzare una maggiore tutela del risparmio e dell’economia “pulita”.