15 febbraio 2013

Unagraco: sospensione si sarebbe potuta evitare

Gli errori sono stati messi a nudo
Autore: Redazione Fiscal Focus

L’Unagraco e la sospensione - Ancora maretta sul Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, tant’è che si può tranquillamente affermare che quella appena conclusasi non è stata affatto un’ottima annata, alla luce soprattutto delle conseguenze che sta avendo sul 2013. A inserirsi nella discussione generata dalle indette sospensioni volute dal Consiglio di Stato è l’Unagraco. Il parere della sigla sindacale, fino a qualche mese fa guidata da Raffaele Marcello, è che la decisione del Consiglio di Stato metta “a nudo quanto sia stato sbagliato da parte del Ministero della Giustizia rifiutarsi di essere conseguente nei suoi provvedimenti alla presa d’atto, seppur tardiva, della inammissibilità di una delle liste che si erano presentate alla consultazione elettorale dello scorso 15 ottobre 2012: bastava che il Ministero annullasse in autotutela il provvedimento con cui aveva erroneamente ammesso quella lista e tutti gli accadimenti a valle sarebbero stati superati”.

Come si sarebbe potuto evitare – Inoltre, l’associazione di categoria afferma la propria piena convinzione che una strada per evitare una simile situazione si sarebbe potuta intraprendere. In sostanza, a sentire quanto afferma l’Unagraco, colpevole di tutto il pasticcio sarebbe la lista che a suo tempo il Ministero aveva definito irregolare. “Bastava – afferma l’Unagraco - che, chi aveva a suo tempo presentato una lista riconosciuta come irregolare dal Ministero, non approfittasse della sorprendente scelta di indire nuove elezioni, ripresentandosi praticamente in blocco, a cominciare dalle candidature apicali. Solo così, infatti, avrebbe consentito realmente alla Categoria di aprire una nuova pagina, invece che continuare a ‘ballare’ ai margini della precedente”.

Bacchettata al Ministero – E non vengono messe da parte neanche le responsabilità ministeriali. La sigla infatti ritiene contestualmente responsabile il Ministero che, invece di erigersi ad arbitro super partes, si è reso “giudice politico e di egoismi, ancora più marcati, di chi avrebbe dovuto fare quel passo indietro che solo alcuni hanno fatto, mentre altri hanno solo annunciato e poi ritrattato”.

L’attività dell’Unagraco – In definitiva, pur avendo sperato in una conclusione più pacifica con le elezioni del 20 febbraio, l’Unagraco non può che prendere atto della sospensione e sperare che gli esiti non siano ulteriormente devastanti per la categoria. “Ora bisogna attendere ulteriormente, con grave danno per tutta la Categoria e danno doppio per la componente ragionieri che nulla c’entra in questa brutta storia di liste irregolari – conclude la sigla sindacale - In attesa che i competenti organi giudiziari dipanino una matassa che la condotta del Ministero della Giustizia ha soltanto reso ancora più intrecciata, l’UNAGRACO continuerà a fare l’unica cosa che da sempre le compete: non ricorsi per aule giudiziarie, ma politica tra i Colleghi e nei territori, a favore di tutta la Categoria ed in particolare della componente ragionieri”.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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