23 gennaio 2015

Ungdcec. Intervenire sul nuovo regime minimi

Sollecito urgente per rendere la norma meno discriminatoria
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il correttivo urgente - In riferimento al nuovo regime dei minimi, l’Unione nazionale dei giovani dottori commercialisti e degli esperti contabili ha diffuso proprio ieri un sollecito affinché il governo metta nuovamente mano alle disposizioni contenute nella Legge di Stabilità 2015 attraverso un correttivo urgente volto a rendere più equo e meno discriminatorio l’intervento sui minimi.

Sordi alle proposte - Già nei mesi scorsi la sigla sindacale dei giovani commercialisti aveva fornito delle dettagliate proposte di miglioramento del cosiddetto ‘vecchio regime dei minimi’. Purtroppo però tali suggerimenti sono rimasti inascoltati dalla squadra esecutiva, che ha proseguito lungo la propria strada continuando a danneggiare “migliaia di giovani professionisti, tartassati e beffati dalle novità introdotte”.

La richiesta –
Dunque, tenendo conto di quanto fin qui esposto e delle recenti misure emanate con la Legge di Stabilità per il 2015, l’Unione nazionale dei giovani dottori commercialisti e degli esperti contabili chiede al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, “un immediato intervento volto quantomeno a ripristinare l’imposta sostitutiva al 5%, ad uniformare, per ogni settore di attività contraddistinto in base ai codici ATECO, il limite di ricavi o compensi percepibili ai fini dell’accesso e della permanenza nel regime (portandolo comunque ad un valore non inferiore a Euro 30.000), ridurre le percentuali di redditività, rendendole standard per ogni settore di attività. L’UNGDCEC chiede, inoltre, che si ripristini anche per il 2015 l’aliquota per gli iscritti alla gestione separata Inps senza altra copertura previdenziale al 27,72%, aumentata, in spregio alla crisi, addirittura di tre punti percentuali. L’UNGDCEC nel prendere atto dell’ammissione degli errori da parte del Governo, sollecita quindi un rapido intervento correttivo e ribadisce ancora una volta la necessità di un confronto continuo nell’interesse dell’intero Paese”.

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