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Il no dell’Unione -L’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili è tornata alla carica in vista della votazione in merito alla proposta di delibera circa il dimezzamentodell’aliquota di contributo soggettivo. Tale sorta di “chiamata alle urne” è prevista per martedì prossimo, l’otto maggio, e agli iscritti sono già state fornite dettagliate spiegazioni in merito. Ora, la sigla sindacale guidata da Eleonora Di Vona ha nuovamente sottolineato la propria contrarietà al provvedimento, in quanto andrebbe a discapito dei giovani professionisti; tale malcontento in realtà ha raccolto non pochi consensi all’interno della categoria.
I conti col passato nel no di oggi – In sostanza, per l’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili collega tale proposta di delibera a quelle che già nel passato si sono rivelate delle vere e proprie beffe ai danni dei giovani iscritti. A ben vedere, l’associazione di categoria si riferisce ai contributi di solidarietà, considerandoli degli errori da non ripetere. In aggiunta a ciò, quel che non è chiaro all’Unione è la palesata urgenza che le Casse hanno associato alla proposta, una necessità più volte sottolineata senza un reale e concreto motivo. Il parere dell’associazione è che sia davvero urgente “un percorso tecnico serio e consapevole che richiederà tutto il tempo che dovesse risultare necessario per evitare di replicare gli errori di dieci anni fa”, via che però l’ente di previdenza ha dimostrato solo parzialmente di voler percorrere.
I fatti – Dopo il primo no ampiamente giustificato dall’Unione presieduta da Eleonora Di Vona, il presidente del Cda della Cassa previdenziale non ha mostrano alcun segno di cedimento continuando a presentare come non più procrastinabile l’approvazione della delibera. Il rifiuto della proposta manifestato dall’associazione sindacale si basa essenzialmente sull’assenza di misure correttive che avrebbero potuto favorire i giovani. A questo punto, però, proprio dal convegno di Rimini, è emerso che probabilmente le Casse inseriranno “a fianco del dimezzamento dell’aliquota di contributo soggettivo, anche l’introduzione di un contributo di solidarietà a carico dei medesimi soggetti”. La valutazione di tale notizia è più che positiva, ma una qualsiasi esternazione favorevole da parte dell’Unione dovrà essere necessariamente successiva alla valutazione circa “la fattibilità tecnica di ciò che si propone di attuare”.