10 gennaio 2012

UNGDCEC: ok nuova procedura insolvenza civile

Autore: Redazione Fiscal Focus

La soddisfazione - L’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha lungamente riflettuto in merito alla riforma circa la procedura per l’insolvenza civile disposta da un provvedimento interno al decreto legge n. 212/2011. L’associazione di categoria guidata da Eleonora Di Vona si dichiara soddisfatta da quanto previsto dal legislatore, affermando altresì di condividere la posizione dell’Esecutivo, il quale ha affidato ai commercialisti un compito per nulla di secondo piano nella formazione di enti volti ad amministrare le procedure di composizione della crisi di soggetti non fallibili. Tant’è che l’Unione giovanile ha già annunciato d’aver dato inizio a un gruppo di studio interdisciplinare (procedure concorsuali-mediazione) al fine di analizzare, sostenere e monitorare la formazione dei cosiddetti Organismi di Composizione della Crisi.

La norma - Nello specifico, la norma emanata dalla squadra guidata da Monti al fine di agevolare i processi di sdebitazione prevede che il soggetto moroso possa richiedere assistenza a un Organismo di Composizione della Crisi affinché si realizzi un piano di restituzione del debito che venga in soccorso anche delle esigenze del debitore, in questo senso di vaglierà una ristrutturazione del debito e la soddisfazione dei crediti tramite il processo di liquidazione del patrimonio. Ora, tali disposizioni potranno attuarsi solo nell’eventualità in cui sussista un continuo ed evidente disequilibrio tra le pendenze in carico al debitore e il patrimonio liquidabile di cui ha disposizione.

Il ruolo del commercialista – La soddisfazione dell’Unione giovanile si inserisce nell’ampio discorso intavolato dal Governo, il quale ha tracciato un percorso di preferenza per quei professionisti che operano nel settore in questione. Il parere dell’associazione sindacale presieduta dalla Di Vona è che a fronte delle numerose richieste di incremento delle politiche di liberalizzazione professionale, quanto disposto dal decreto n. 212/2011 è ciò che più si avvicina alle speranze dei commercialisti. La norma ha tutta l’aria di voler sottolineare la funzione trainante degli ordini professionali nel periodo di crisi economica in atto. Tant’è che, se in possesso dei requisiti richiesti, suddetti professionisti saranno in grado di rispondere alle esigenze dei debitori ripagando la fiducia dell’Esecutivo con professionalità, competenza ed efficienza. I commercialisti, nello specifico, hanno piena consapevolezza del ruolo che saranno chiamati a svolgere, in quanto è da sempre che la categoria propone una rassicurante fedeltà deontologica a quelle che sono le classiche procedure di tutela dei diritti dei cittadini che ad essa si rivolgono. Oltre al sostegno rivolto ai cittadini, la normativa promulgata dal Governo consente un rafforzamento del rapporto collaborativo tra i commercialisti e i Tribunali, in quanto dopo aver raccolto le problematiche dei consumatori, l’Organismo di Composizione della Crisi dovrà depositare la proposta di accordo tra debitore e creditori presso il Tribunale di competenza. A ben vedere, il professionista sarà chiamato a svolgere una consulenza tecnica alle operazioni di vaglio avanzate dai Tribunali. Dunque, da quanto fin qui vagliato, secondo l’Unione giovanile quel che prende vita è una ritrovata centralità del dottore commercialista, nonché un’ulteriore possibilità di inserimento per i giovani che si avvicinano alla professione.

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