2 novembre 2012

Verdetto Cndcec: appuntamento al 7 novembre

Il Ministero ha nominato la commissione che darà una risposta alla categoria sulle elezioni nazionali.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il lavoro della commissione ministeriale - L’incognita delle elezioni del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili sta per essere sciolta. Si attendono infatti per il sette novembre i risultati della consultazione in atto presso la commissione ministeriale che il Guardasigilli ha designato. Il gruppo di esperti che valuterà le istanze inerenti alle vicende elettorali è composto da un magistrato e da due componenti individuati dal totale di iscritti all’albo unico. L’attesa del responso tiene l’intera categoria col fiato sospeso, anche se da indiscrezioni è emerso che la commissione potrebbe giungere a escludere la propria competenza rimettendo tutto nelle mani della legislatura, che in ogni caso dovrà decidere se confermare o invalidare le elezioni e i risultati ottenuti. A ben vedere, come si è più volte sottolineato, il motivo della disputa è uno e riguarda l’illegittimità dei sedici voti espressi dal Consiglio dell’Ordine di Bari e dei due voti emersi dal Consiglio dell’Ordine di Enna, entrambi ritenuti decaduti per via delle dimissioni dei rispettivi presidenti, ai sensi dell’art. 16 del D.Lgs. n. 139/05 che regola le disposizioni organizzative e disciplinari del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

I voti contestati – Ora, da una prospettiva oggettiva, che trae le sue origini dalle normative che hanno dato i natali al Consiglio nazionale dopo la fusione tra la categoria dei commercialisti e quella dei ragionieri, il Consigli territoriali i cui presidenti abbiano presentato le dimissioni devono considerarsi decaduti. Da ciò ne deriva che i rispettivi consiglieri non rivestono più siffatto ruolo, pertanto non avrebbero neanche diritto di voto. Su questi punti dovrà quindi esprimersi la commissione istituita dal Ministero della Giustizia che, tra l’altro, dovrebbe essere agli sgoccioli del proprio rapporto coi dottori commercialisti e con gli esperti contabili, in quanto la competenza ministeriale secondo la legge di stabilità dovrebbe passare al dicastero dell’Economia e delle Finanze. Una tale questione ha comunque generato non poca discordia tra le due compagini. Poiché se da un lato, come era da immaginarsi, i sostenitori di Longobardi – Di Russo stanno portando avanti la tesi dell’illegittimità di quel pugno di voti, dall’altra quelli a favore della lista Siciliotti – Marcello sottolineano la non sussistenza di una tale tesi perché si è in assenza di commissariamento. Tuttavia la palla è ancora al centro, il compito di fischiare l’inizio del secondo tempo di questa partita un po’ troppo lunga è riposto nel responso della commissione ministeriale.

Trasferimenti contestati – Altro motivo di disputa, che però esula dalle decisioni della commissione, è quello inerente il trasferimento del candidato Giorgio Sganga dall’Ordine di Paola a quello di Aosta. Anche in questo caso c’è chi grida all’illegittimità presentando istanze al Tribunale, chi invece segnala l’inesistenza di comportamenti contrari alla disposizioni. Per quanto concerne tale questione, oltre ai procedimenti d’ufficio, la pronuncia definitiva dev’essere espressa dal Consiglio nazionale in quanto si tratta di giustizia interna. Solo in un secondo momento il Consiglio dell’Ordine di Aosta potrà deliberare. L’attesa è sicuramente calda, ma Gerardo Longobardi, candidato presidente della lista di appartenenza di Sganga, appare abbastanza tranquillo. Il parere è che non ci sia spazio per “polemiche che non fanno il bene alla categoria”. Secondo Longobardi sarà opportuno attendere “con fiducia l’evoluzione degli eventi. Posso solo fare una sottolineatura di buon senso: sulla vicenda del trasferimento di Giorgio Sganga, proprio nello spirito di stemperare animi e tensioni, sarebbe meglio che tutti gli attuali consiglieri che si sono presentati alle recenti elezioni si astengano dall’intervenire”.

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