16 gennaio 2018

Musica in streaming, Spotify si prepara al debutto a Wall Street

Autore: ELENA FRASCONI

Spotify ha raggiunto quota 70 milioni di utenti paganti. Quaranta milioni in più rispetto a Apple Music, il principale rivale. E, stando a quanto riferito nei giorni scorsi dall’agenzia Bloomberg, già nel primo trimestre del 2018 Spotify potrebbe debuttare a Wall Street per la quotazione diretta in borsa (Dpo).

Una cifra record per la piattaforma on line a cui ci si collega per ascoltare in streaming qualsiasi tipo di musica e che lo scorso anno è stata valutata ben 19 miliardi di dollari. Ma anche una novità che la dice lunga su come, negli ultimi anni, sia cambiato il modo di fruire e ascoltare la musica.

A suon di streaming - Sono lontani i tempi del juke-box, dei vinili e anche dei compact- disc. Secondo il rapporto Connecting with music - curato da Ipsos Connect per conto della federazione mondiale dei discografici Ifpi - il 45 degli appassionati di musica dei 13 maggiori mercati del mondo utilizza sistemi legali di streaming. Dato, che sale addirittura all’85% se si considera la fascia d’età tra i 13 e i 15 anni. In Italia il 98% degli utenti attivi online ascolta musica tramite modalità in licenza, l’85% usa servizi di video streaming musicali, mentre il 46% degli utenti fa ricorso allo streaming audio. E così, il “music streaming” sembra confermarsi la modalità su cui si stanno “sintonizzando” i consumi musicali. Sfogliando il rapporto si scopre anche che il 90% degli ascoltatori in streaming lo fa usando il proprio smartphone, soprattutto i giovani di età compresa tra i 16 e i 24 anni. E’ del 91% la percentuale registrata di ragazzi che si attaccano allo smartphone per ascoltare canzoni. Senza dimenticare il 77% dei giovanissimi (13-15 anni) che fruiscono di musica tramite servizio di audio e video streaming.

Ma cos’è Spotify? - Altro non è che un portale musicale di streaming on demand, che offre una selezione di brani di varie case discografiche ed etichette indipendenti, incluse Sony, EMI, Warner Music Group e Universal. Lanciato nell'ottobre 2008 dalla startup svedese Spotify AB, il servizio è disponibile nella maggior parte dei paesi dell'Europa, nella quasi totalità delle Americhe, in Australia, in Nuova Zelanda e in alcuni paesi dell'Asia. La musica può essere visualizzata per artista, album, etichetta, genere o playlist così come grazie a ricerche dirette. Si può scaricare direttamente dalla pagina Internet Spotify e installare sul proprio computer così come sugli smartphone, smartwatch, console per videogiochi, sistemi audio e smart TV e chromecast. Due le tipologie di utenze previste: una di base e gratuita, disponibile dal momento della sottoscrizione, con un account Facebook o Spotify; la quantità di musica è illimitata, ma è sovrapposta a pubblicità visiva. L’altra utenza, quella avanzata, prevede un abbonamento a pagamento, che consente di ascoltare musica senza interruzioni pubblicitarie ed accedere ad ulteriori funzioni come lo streaming con maggiore bitrate (fino a 320 kb/s), l'accesso offline alla musica e le applicazioni mobili.

Resiste il vintage: trentatré giri e musicassette - Nonostante il boom del digitale, tiene duro il caro vecchio vinile, che non conosce crisi e che, anzi, si rivela in crescita costante nell'ultimo decennio. Nel 2016 il vinile valeva il 6% delle vendite, in crescita del 52% rispetto all'anno precedente. Già nel primo semestre del 2017 la quota ha toccato il 9%, con un giro d'affari da oltre 5 milioni di euro in crescita del 44% rispetto allo stesso periodo del 2016, di fronte al calo generale del settore fisico (-17%). A sorpresa, sono i Millennials - nati e cresciuti tra gli anni Ottanta e i primi anni Duemila - i responsabili dell'aumento degli acquisti dei vinili. Secondo un sondaggio realizzato dall'agenzia Icm Unlimited, infatti, quasi il 35% delle persone che comprano vinili ha tra i 25 e i 34 anni. Il 16% ha tra i 88 e i 24 anni, il 22% ha tra i 35 e i 44 anni, il 18% ha tra i 45 e i 54 anni e solo il 10% ha tra i 55 e i 64 anni. Resiste anche la musicassetta: 130 mila le copie vendute (+76% sulle vendite) - nulla rispetto le 450 milioni di copie del 1988 - ma comunque il quadruplo rispetto a quelle vendute nel 2016.

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