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Editoriali

23 marzo 2020
Categorie: Finanziaria > Legge di Bilancio 2020

COVID-19: necessario rivedere il blocco delle compensazioni in F24

Autore: Giuseppe Avanzato
editoriale avanzato
Il D.L. n. 18 del 17 marzo 2020 c.d. decreto Cura Italia, adottato dall’Esecutivo per contrastare gli effetti negativi sull’economia dell’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Coronavirus, prevede una rimodulazione del calendario dei versamenti e degli adempimenti in scadenza nei prossimi mesi.

Il decreto citato, infatti, prevede, tra gli altri, per tutti i contribuenti, un rinvio al 30 giugno 2020, dei termini per l’esecuzione degli adempimenti tributari, diversi dai versamenti e dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020.

Tuttavia, stante le difficoltà nel contrastare i contagi su tutto il territorio nazionale, non sono da escludere ulteriori proroghe e rinvii tanto per le scadenze fiscali quanto per gli adempimenti tributari.

In considerazione di quanto precede è plausibile ipotizzare che molte imprese e professionisti potranno procedere alla presentazione delle dichiarazioni dei redditi non prima del prossimo settembre.

Tale circostanza, a ben vedere, non è priva di conseguenze. Il riferimento è a quanto disposto dalla novellata disciplina in materia di utilizzo in compensazione di crediti tributari.

Gli ostacoli alla compensazione derivanti dall’emergenza covid-19- Come noto i contribuenti possono estinguere in tutto o in parte i debiti nei confronti degli enti creditori, utilizzando crediti eventualmente maturati ed evidenziati nelle dichiarazioni.
Tuttavia, sebbene la compensazione verticale dei crediti sia consentita dal legislatore senza particolari limitazioni, la compensazione orizzontale è soggetta a vincoli stringenti.

Da ultimo il Decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2020 ha, peraltro, introdotto nuove condizioni per l’immediato utilizzo dei crediti vantati dal contribuente con debiti di natura diversa.

In particolare, l’articolo 3 del Dl. n. 124/2019, ha previsto che la compensazione orizzontale possa essere effettuata solo a decorrere dal decimo giorno successivo alla presentazione delle dichiarazioni da cui emergono.

Ecco così che le compensazioni dei crediti fiscali vantati dal contribuente subiscono una ulteriore limitazione (rispetto a quella già vigente ai fini IVA). Infatti, con riguardo agli eventuali crediti maturati nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, per importi superiori ad euro 5.000, anche per i tributi diversi dall’Iva (imposte sui redditi e relative addizionali, imposte sostitutive, Irap), viene previsto che il loro utilizzo in compensazione ‘orizzontale’ sia possibile solo dopo il decorso di 10 giorni dalla trasmissione telematica della relativa dichiarazione dalla quale scaturiscono e non già dal 1° gennaio dell’anno, come era previsto invece precedentemente.

Ebbene, è evidente che la condizione afferente la previa presentazione della dichiarazione ai fini dell’utilizzo del credito maturato, in una situazione quale quella attuale in cui verosimilmente cause di forza maggiore indurranno professionisti ed imprese a postergare l’adempimento, rappresenta un ulteriore ostacolo per i contribuenti già gravati dalla crisi economica indotta dalla pandemia.

In sostanza è chiaro che ciò renderà oltremodo difficoltoso l’utilizzo di un istituto, la compensazione, sicuramente utile in tempi di crisi di liquidità.

È facile immaginare, infatti, che la possibilità di utilizzare i crediti maturati sin da subito, consentirebbe a professionisti ed imprese di avere un’utilissima boccata d’ossigeno in un periodo in cui, la produzione ferma e la chiusura coattiva delle attività rende certamente estremamente problematica la gestione finanziaria delle attività economiche o ordinistiche.

L’aspettativa di un intervento derogatorio in materia - Se si tiene conto che i crediti utilizzabili in compensazione costituiscono sine dubio somme legittimamente e regolarmente maturate dai contribuenti, consentirne un più agevole utilizzo in un particolare momento di crisi di liquidità rappresenterebbe un utile strumento di sostegno per i soggetti economici in difficoltà.

Per cui già nel decreto Cura Italia sarebbe stato auspicabile un intervento derogatorio, almeno per il 2020, che consentisse la compensazione orizzontale anche in assenza di preventiva presentazione delle dichiarazioni da cui emerge il credito come avveniva precedentemente.

In assenza di un simile provvedimento nel decreto citato si auspica, tuttavia, in un intervento derogatorio in materia con qualche intervento successivo del Governo, al fine di fornire alle imprese già piegate pesantemente dall’emergenza in corso di trovare nei crediti maturati un’utilissima fonte di autofinanziamento prontamente utilizzabile quanto meno per il pagamento dei debiti tributari maturati.
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