26 settembre 2012

Il dito indica la luna e lo stolto guarda il dito!

A cura di Antonio Gigliotti

In questa campagna elettorale fatta da attacchi e contrattacchi, pare ogni giorno più chiara la volontà di abbandonare i programmi per rincorrersi sui cavilli. Così vi era chi s’appigliava a presunti lati oscuri di una candidatura, senza però prendere in considerazione gli ennesimi errori della nostra rappresentanza che pare aver dimenticato d’essere ancora in carica.

Mentre su social network e stampa imperversava la polemica, non c’è stata neanche un’anima pia capace invece di prendere in mano i programmi delle due liste e intavolare un confronto su quei punti. Comunque ben vengano anche queste riflessioni se a far da contraltare non vi sia nulla di eccepibile. Ma tutti sappiamo bene che non è così e nasconderlo non giova certo alla categoria.

In questi giorni su alcuni quotidiani leggevo le polemiche avanzate sulla presunta legittimità delle liste candidate (dubbi comunque ormai dissipati dagli organi competenti) mentre tutto tace sulla mancata rappresentanza. Ebbene sì, abbiamo una governance che fino al prossimo gennaio è chiamata a tutelarci e farsi nostra portavoce che però, per motivi tutt’altro che utili alla categoria, decide arbitrariamente di disertare gli appuntamenti (quei pochi ai quali siamo stati invitati) con lo Stato. Di cosa sto parlando? Dunque, il 20 settembre scorso il nostro attuale presidente avrebbe dovuto esser presente presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull'Anagrafe Tributaria per un’audizione in merito all’Indagine conoscitiva sull'Anagrafe Tributaria nella prospettiva del federalismo fiscale. Tema scottante e di grande importanza per la nostra categoria… che non è stato trattato! L’incontro si è aperto alle 9.10 per concludersi alle 9.20. Un’audizione breve e indolore? No. Più che altro un’audizione inesistente, visto che chi ci rappresenta non ha ritenuto né di doversi presentare né di comunicare la propria assenza. E per dimostrare che non diciamo fandonie vi proponiamo uno stralcio della lettera che il presidente della suddetta Commissione, Maurizio Leo, ha inoltrato al presidente del Cndcec.

Egregio Presidente, la Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria, che ho l’onore di presiedere, convocata oggi 20 settembre, alle ore 8.45, per procedere alla Sua audizione, ha inutilmente atteso per oltre venticinque minuti il Suo arrivo, nonostante che la Sua segreteria avesse confermato per la Sua presenza […]. È la prima volta che accade che l’audito senza informare preventivamente la Commissione e senza dare alcuna ulteriore comunicazione, non partecipi alla seduta alla quale era stato convocato. Duole sottolineare la gravità di quanto accaduto oggi, che denota una scarsa sensibilità non solo nei confronti di questa Commissione ma di tutte le istituzioni”.

Evidentemente il Presidente Siciliotti si è allineato con l’andamento generale del nostro Paese, dove il rispetto per le Istituzioni e per le persone che lavorano con sacrificio ogni giorno viene sempre meno. Come se fossero inutili orpelli che impediscono di fare ciò che “realmente conta”, ossia gli affari personali.

In campagna elettorale è meglio andare a convincere uno a uno a votare per sé, in cambio di chissà quale promessa e non presentarsi in Parlamento per discutere di temi cari alla Categoria che si ha la pretesa di rappresentare.

Non è la prima volta che il Presidente Siciliotti snobba contesti così alti e importanti. Una delle critiche più costanti rivolte alla sua presidenza è proprio la scarsa considerazione che si ha dei commercialisti che svolgono una professione utile al Paese, ma che il Paese non sa neanche di avere. E’ già avvenuto infatti che, invitato a un incontro sulla giustizia tributaria al quale era presente anche il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il nostro presidente non aveva confermato la propria partecipazione in tempo (quattro giorni di preavviso), con la conseguenza di venir relegato tra gli uditori.

Così, mentre si discuteva del futuro della giustizia tributaria, tutti parlavano tranne Siciliotti.

Tutti tranne”, quante volte su queste pagine e tra di noi colleghi abbiamo sentito commenti del genere?

Non si possono più giustificare questi comportamenti, non si possono più tollerare decisioni che mettono in discussione la nostra credibilità.

Cosa sta accadendo quindi all’interno di questa nostra bistrattata Categoria? Ecco, stampa e social network impazzano su questioni burocratiche già risolte in tempi brevi, mentre i programmi vengono sacrificati e così anche la rappresentanza in sedi governative… un sacrificio che si compie sull’altare della popolarità! Verrebbe da dire che “quando il dito indica la luna, lo stolto guarda il dito”.

Per tutte le ragioni di cui sopra, penso che sia evidente che il desiderio di noi commercialisti, anche alla luce di questi ultimi due anni molto difficili, sia una rappresentanza forte, autorevole e che abbia voce in capitolo… di chi diserta e distoglie l’attenzione per concentrarla altrove non sappiamo più che farcene!
 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata