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Editoriali

28 settembre 2021

Non è un momento felice

Autore: Paolo Iaccarino
editoriale barone
Quale eredità ci lascia l’ultimo dei ricorsi avente ad oggetto il procedimento elettorale prossimo venturo? Mai fidarsi degli abruzzesi, almeno fermandoci alle apparenze. La regione verde d’Europa, infatti, ha sfornato i due ricorsi che hanno bloccato, a più riprese, il tentativo di tornare alle urne. Quindi non fidatevi nemmeno di chi vi scrive, nato nelle terre d’Abruzzo, anche se lo fa nelle migliori intenzioni, nel tentativo di dare un senso a tutto questo che, un senso, davvero non ce l’ha.

Non è questa la sede per analizzare nel merito le motivazioni giuridiche che hanno spinto gli attori ad adire la via giudiziaria. La ricerca costante della legalità, infatti, non deve essere criticata, mai, anche quando essa, considerato il momento contingente, possa risultare scomoda. Anche quando in ballo vi potrebbe essere un eventuale commissariamento.

Il problema è un’altro. In entrambi i casi, sia per le quote di genere, che per le conseguenze di un regolamento adottato da un Consiglio Nazionale decaduto, i temi sono stati completamente taciuti nel dibattito di categoria. Ad esempio, non si ha memoria di alcun confronto collettivo sulla questione delle quote di genere, almeno prima della presentazione del relativo ricorso. Anche quando sul tavolo vi era il tentativo di riforma dell’ordinamento professionale, nessuno del mondo ordinistico, né di quello sindacale, ha posto il tema al centro dell’agenda politica della categoria.

Anche questa volta, quando la questione atteneva il tema della legalità, a prevalere è stata l’azione individuale rispetto a quella collettiva, come se, in fondo, le questioni davvero importanti vadano risolte nel chiuso dei corridoi. Azioni davvero isolate, considerate le reazioni particolarmente sdegnate delle principali associazioni sindacali della categoria, cadute anch’esse dall’albero, come la maggior parte degli iscritti.

Cosa resta in fondo? Un particolare senso di solitudine, soprattutto per la “base”, lontana perché troppo impegnata a sopravvivere al declino. Se sarà davvero commissariamento, non solo avremo perso ulteriore tempo, ma l’occasione del riscatto, quella in cui qualcuno al di fuori della categoria, finalmente, si accorgesse di noi.
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