5 maggio 2022

Ipoteche e pignoramenti. La cancellazione è esente solo se la chiede l’Agente della Riscossione

Cassazione tributaria, ordinanza depositata 4 maggio 2022

Autore: Paola Mauro
Per la cancellazione dell’ipoteca e del pignoramento iscritti in favore dell’Agente della Riscossione è dovuta l’imposta di registro quando l’adempimento viene ordinato dal Giudice, in quanto in tal caso non opera l’esenzione prevista dall’art. 47 del D.P.R. n. 602 del 1973.

È quanto emerge dalla lettura dell’ordinanza n. 14043/2022 della Corte di Cassazione (Sez. VI-T), depositata il 4 maggio, che accoglie il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

Il caso - Il contribuente si è aggiudicato alcuni immobili in esito alla procedura di esecuzione immobiliare e, in sede di cancellazione delle ipoteche legali e dei pignoramenti iscritti in favore del Concessionario della riscossione, non ha versato l’imposta ipotecaria, la tassa ipotecaria e l’imposta di bollo, in quanto l’adempimento è stato eseguito in totale esenzione ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. n. 602 del 1973.

L’Agenzia delle Entrate, in relazione ai tributi suddetti, ha proceduto con la notifica di alcuni avvisi di liquidazione, motivando la pretesa fiscale con il richiamo alla natura di norma di stretta interpretazione dell’art. 47 del D.P.R. n. 602/73, come tale non suscettibile di applicazione analogica.

Pertanto, secondo l’Ufficio, contrariamente a quanto affermato dalla Commissione Tributaria Regionale della Liguria, la norma agevolativa in discorso non poteva trovare applicazione nel caso di specie, in cui le formalità non erano state richieste dall’Agente della Riscossione, ma ordinate dal Giudice dell’esecuzione nel decreto di trasferimento conclusivo della procedura di esecuzione immobiliare.

Ebbene, gli Ermellini hanno condiviso l’interpretazione erariale.

Motivi della decisione pro-Fisco - In base all’art. 47, comma 1, del D.P.R. n. 602 del 1973:
  • «I conservatori dei pubblici registri mobiliari ed immobiliari eseguono le trascrizioni e le cancellazioni dei pignoramenti e le iscrizioni e le cancellazioni di ipoteche richieste dal concessionario, nonchè la trascrizione dell’assegnazione prevista dall’articolo 85 in esenzione da ogni tributo e diritto».
Tale norma – osservano gli Ermellini - è di stretta interpretazione e perciò insuscettibile di applicazione analogica (v. Cass. n. 18104/2021). Essa prevede espressamente che l’esenzione di imposta sia riconosciuta nell’ipotesi in cui a richiedere l’effettuazione delle formalità sia il Concessionario della Riscossione. Ciò, allo scopo di rendere più agevole, economica e rapida l’attività di riscossione dei tributi.

Di conseguenza i Massimi giudici hanno accolto il ricorso del Fisco in quanto – si riporta testualmente - «Nel caso di specie è incontroverso che l’attività di cancellazione delle ipoteche legali e del pignoramento sia stata effettuata non su richiesta del concessionario della riscossione ma su ordine del giudice dell’esecuzione e con l’ausilio dell’Associazione notai di (omissis). Trattasi dunque di attività svoltasi su impulso officioso del giudice e non su richiesta della parte specificamente indicata dalla legge, sicché deve escludersi l’esenzione dal tributo, in ragione della natura eccezionale del trattamento tributario agevolativo, insuscettibile di applicazione analogica e non applicabile al di fuori dei casi espressamente previsti».

Il rinvio - L’accoglimento del ricorso erariale, in ragione di quanto sopra esposto, ha comportato il rinvio della causa alla Commissione Tributaria Regionale della Liguria, in diversa composizione, per la rinnovazione del giudizio.
 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.