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Casi Fiscali

18 giugno 2019
Categorie: Dichiarazione > 730  –  Dichiarazione > Visto di conformità

730 e visto infedele. La consegna dell’F24 tutela il professionista

Autore: Andrea Amantea
esperto risponde dubbio domanda
Domanda - In materia di visto di conformità infedele sul Modello 730, l’Agenzia delle entrate ha individuato il riferimento temporale a partire dal quale trova applicazione, in capo al professionista, la disciplina sanzionatoria attenuata come da D.L. 4/2019. In riferimento all’assistenza fiscale 2018, si chiede di sapere se, laddove il professionista/CAF paghi la sanzione ravveduta a suo carico e consegni l’F24 al contribuente per il pagamento della maggiore imposta e delle sanzioni, può ritenere sanata la sua posizione.

Risposta - Prima di rispondere al suo quesito è opportuno richiamare l’intervento del D.L. 4/2019 in materia di visto di conformità infedele sul modello 730 (art. 39 D.Lgs. 241/1997), ha attenuato la responsabilità in capo al professionista/CAF che ha apposto un visto di conformità infedele.

In particolare, si fa riferimento alle previsioni secondo le quali in caso di contestazione di un visto di conformità infedele su una dichiarazione 730, il professionista abilitato, il Responsabile dell’Assistenza Fiscale (RAF) e, in solido con quest’ultimo, il CAF, sono tenuti al pagamento di un importo pari al 30% della maggiore imposta riscontrata, sempre che il visto infedele non sia stato indotto dalla condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente, restando ferma in capo allo stesso soggetto, la verifica residuale del possesso dei requisiti soggettivi che danno diritto a detrazioni e deduzioni di diverso tipo.

Il contribuente è invece tenuto a versare, dunque, le imposte e gli interessi legati ai maggiori imponibili reddituali in evidenza in esito di verifica del visto di conformità infedele legato ai controlli formali ex 36-ter sul modello 730.

La normativa previgente imputava al soggetto che ha prestato assistenza fiscale, ferma restando l’assenza di condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente, il pagamento, non solo della sanzione ma anche della maggiore imposta e degli interessi, salvo presentazione di una dichiarazione rettificativa pre-contestazione del visto.

L’Agenzia delle entrate, con la Circolare n° 12/2019, ha chiarito che la nuova normativa si applica all’assistenza fiscale prestata successivamente alla sua entrata in vigore (30 marzo 2019) e dunque dall’assistenza prestata nel 2019.

Per i 730 vistati fino al 2018 non trovano operatività le previsioni di attenuazione delle responsabilità in capo a colui che ha prestato assistenza fiscale.

Fatta tale doverosa ricostruzione, in merito al suo quesito, come chiarito dall’Agenzia delle entrate nel documento di prassi sopra citato, con riguardo all’assistenza fiscale prestata fino al 2018, in caso di presentazione di una dichiarazione rettificativa mediante modello 730, con pagamento di una somma pari alla sanzione da parte del CAF/professionista e consegna della delega F24 al contribuente per il pagamento di imposta e interessi, il CAF/professionista può ritenersi liberato e, pertanto, l’omesso o carente versamento di imposta e interessi deve essere riferito al contribuente.
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