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Casi Fiscali

10 giugno 2019
Categorie: Dichiarazione > 730

730, visto di conformità infedele: permane la riduzione della sanzione a 2/3

Autore: Andrea Amantea
modello 730
Domanda- In materia di visto di conformità infedele sul modello 730, si chiede si sapere se, alla luce delle recenti modifiche normative, permane la possibilità di provvedere al pagamento della sanzione ridotta a 2/3, laddove il versamento venga effettuato entro i sessanta giorni successivi alla contestazione dell’infedeltà del visto.

Risposta- Innanzitutto individuiamo il contesto normativo di cui al suo quesito.

La nuova formulazione dell’art. 39, comma 1, lettera a), del d.lgs. n. 241 del 1997, operata dall’articolo 7-bis del D.L. 4/2019, dispone che, in caso di visto di conformità infedele sul 730, il professionista abilitato, il Responsabile dell’Assistenza Fiscale (RAF) e, in solido con quest’ultimo, il CAF, sono tenuti al pagamento di un importo pari al 30% della maggiore imposta riscontrata, sempre che il visto infedele non sia stato indotto dalla condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente.

Con l’intervento del D.L. 4/2019, è a carico del contribuente il pagamento delle maggiori imposte e degli interessi dovuti a seguito del controllo formale 36-ter sul modello 730 caratterizzato dall’apposizione di un visto di conformità infedele.

Il nuovo e attenuato impianto sanzionatorio previsto dal D.L. 4/2019, si applica a partire dall’assistenza fiscale prestata nel 2019; per i 730 vistati fino al 2018 vale la vecchia normativa, in forza della quale, il soggetto che ha prestato assistenza fiscale è chiamato a far fronte al pagamento della maggiore imposta, degli interessi e della sanzione del 30% rilevati in seguito alla verifica del visto di conformità infedele apposto sulla dichiarazione.

In merito al suo quesito, il comma 3-quater dell’art. 26 del D.M. 164/1999, dispone che “le somme che risultano dovute a seguito dei controlli di cui al comma 3-bis (controlli sul visto di conformità), possono essere pagate entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione prevista dal comma 3-ter (contestazione del visto infedele), con le modalità indicate nell'articolo 19, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241(...). In tal caso, l'ammontare delle somme dovute è pari all'imposta, agli interessi dovuti fino all'ultimo giorno del mese antecedente a quello dell'elaborazione della comunicazione e alla sanzione di cui all'articolo 13, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, ridotta a due terzi.

Come evidenziato dall’Agenzia delle entrate con la circolare n° 12/2019, al comma 3-quater, si fa ancora riferimento, in capo a colui che ha prestato assistenza fiscale, alla maggiore imposta e agli interessi rilevati in esito di verifica di visto di conformità infedele, somme oramai da imputare al contribuente come da disposizioni dell’art 39 sopra citato.

Ad ogni modo, anche in assenza di coordinamento normativo, come da indicazioni della circolare da ultimo citata, risulta comunque applicabile la riduzione a due terzi della sanzione del 30% da imputare al professionista al quale è stata contestata l’apposizione di un visto di conformità infedele.

La risposta al suo quesito è dunque affermativa.
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