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Casi Fiscali

2 marzo 2020
Categorie: Associazioni > Sportive

ASD e distributori automatici

Autore: Serena Pastore
esperto - dubbio - domanda - quesito
Domanda - Una società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata in regime agevolato di cui alla L. 398/1991 gestisce una piscina, in cui è installato un distributore automatico per la vendita di bevande e snack. La piscina ha stipulato un contratto con il proprietario del distributore con cui quest’ultimo si impegna a garantire un totale fisso mensile alla società ospitante.
Tra quali ricavi rientrano quelli ottenuti dal distributore? Come vanno trattati?

Risposta - Ai soggetti che hanno optato per la legge n. 398/1991, il regime forfetario IVA di cui all'articolo 74, sesto comma, del DPR n. 633/1972 si applica per tutti i proventi conseguiti nell'esercizio di attività commerciali “connesse agli scopi istituzionali”.

L’applicazione del regime agevolativo di cui alla legge n. 398/1991 è, pertanto, limitato alle prestazioni commerciali connesse alle attività istituzionali svolte senza fini di lucro da associazioni o società sportive dilettantistiche. Al contrario, lo svolgimento di un’attività commerciale autonoma e distinta da quella istituzionale, non permetterà all’ente di usufruire, per detta attività, del regime agevolato IVA in argomento, ma sarà da assoggettare al regime ordinario “iva da iva”.

L’Agenzia nella Circolare n. 18/2018 chiarisce che rientrano tra i proventi delle attività commerciali connesse con gli scopi istituzionali, così come riconosciute dal CONI, ai fini dell’applicazione del regime forfettario di cui alla legge n. 398/1991, i proventi delle attività commerciali strutturalmente funzionali all’attività sportiva dilettantistica tra i quali, a titolo esemplificativo, possono annoverarsi i proventi derivanti dalla somministrazione di alimenti e bevande effettuata nel contesto dello svolgimento dell’attività sportiva dilettantistica, dalla vendita di materiali sportivi, di gadget pubblicitari, dalle sponsorizzazioni, dalle cene sociali, dalle lotterie, ecc.

Dal punto di vista delle imposte sui redditi, invece, la L. 398/1991 non fa distinzione tra gli utili derivanti da attività “connesse” e “non connesse”, con la conseguenza che la tassazione del 3% si applica a tutti i redditi prodotti (art. 2, comma 5).

La connessione con gli scopi istituzionali costituisce invece un requisito essenziale ai fini dell’applicazione dell’articolo 148, comma 3, del TUIR, che prevede la decommercializzazione delle predette attività qualora le stesse siano rese nei confronti soci e delle altre categorie di soggetti normativamente individuati, in diretta attuazione degli scopi istituzionali, ovvero a completamento dell’attività sportiva.

L’Amministrazione Finanziaria, nella citata Circolare, precisa che l'attività di somministrazione di alimenti o bevande resa in locali interni all’associazione o società sportiva dilettantistica senza fini di lucro, anche se svolta nei confronti dei propri soci o associati, deve in ogni caso considerarsi esclusa dalla decommercializzazione.

Pertanto, i proventi derivanti dalla somministrazione di alimenti e bevande, effettuata attraverso un distributore automatico non potranno rientrare nella disciplina agevolata dell’art. 148 del T.u.i.r. ma, in alternativa alla tassazione secondo le regole generali, potranno essere assoggettati ad imposizione secondo il regime forfettario di cui alla legge n. 398/1991, in quanto il servizio, pur non essendo strettamente necessario e connesso all’attività sportiva, risulta essere strutturalmente funzionale ad essa.

In ogni caso, si ricorda che il regime 398 è comunque fruibile entro il plafond di 400.000 euro di ricavi annui.
FASCIA FISCAL CONSULTING
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