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Casi Fiscali

21 maggio 2020
Categorie: Finanziaria > Covid - 19

Calcolo del calo del fatturato per tabaccherie

Autore: Redazione Fiscal Focus
esperto risponde dubbio domanda quesito
Domanda - Per una tabaccheria, quali sono i valori da assumere ai fini della verifica del calo del fatturato? Occorre includere anche gli aggi e il lotto, superenalotto, etc.?

Risposta - Ai sensi dell’art. 18 del Decreto 08.04.2020 n. 23 (cd. “Decreto liquidità”) per i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo di imposta 2019, che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel mese di marzo 2020 rispetto allo stesso mese del 2019 e nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del 2019, sono sospesi, rispettivamente, per i mesi di aprile e di maggio 2020, i termini dei versamenti in autoliquidazione relativi alle ritenute alla fonte per lavoro dipendente e alle trattenute relative all'addizionale regionale e comunale, all’IVA, ai contributi previdenziali e assistenziali e ai premi per l'assicurazione obbligatoria. La percentuale del 33% è innalzata al 50% per i soggetti con ricavi o compensi 2019 superiori a 50 milioni di euro.

Con riferimento alle tabaccherie, occorre distinguere tra corrispettivi:
  • imponibili, che seguono il regime ordinario IVA e per i quali viene emesso regolare documento commerciale/fattura;
  • esenti ex art. 10, n. 6 del D.P.R. 633/72, relativi al gioco del lotto e delle scommesse; anch’essi devono essere registrati e dichiarati;
  • non soggetti ex art. 74 del D.p.r. 633/72, relativi alla vendita di sali e tabacchi, fiammiferi, gettoni, e schede telefoniche, carte telefoniche prepagate, biglietti di trasporto pubblico urbano e documenti di parcheggio, che non rilevano ai fini del calcolo del fatturato;
  • esclusi dall'I.V.A. ex art. 2 c. 3 del D.P.R. 632/72, relativi alle cessioni di valori bollati e postali, marche, ecc.

Dunque, l’aggio riscosso dai rivenditori è irrilevante ai fini IVA e, quindi, ai fini della determinazione dei requisiti per poter beneficiare della sospensione dei versamenti.

Al contrario, per quanto riguarda il gioco del lotto e simili, benché non sia obbligatoria l’emissione del documento commerciale/fattura, anche se non ci si è avvalsi della dispensa di cui all’art. 36-bis del D.p.r. 633/1972, sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 6, del D.P.R. 633/1972; oltretutto, i predetti importi rientrano nel calcolo del pro-rata di detraibilità quando formano oggetto dell’attività, come nel caso esaminato.
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