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Casi Fiscali

17 settembre 2020
Categorie: Agevolazioni > Imprese

Crediti di imposta locazioni non abitative a confronto: Cura Italia o Rilancio?

Autore: Felicia Sdanganelli
esperto risponde dubbio domanda quesito
Domanda - Un soggetto svolge attività di vendita al dettaglio di abbigliamento (attività sospesa per effetto dei DPCM 11.03.2020 e 22.03.2020). Di conseguenza, nel mese di marzo 2020 si è registrato un calo del fatturato pari al 50% rispetto a quello del mese di marzo 2019. Si evidenzia altresì che i ricavi dell’anno 2019 superano la soglia di 5 milioni di euro.

Per lo svolgimento della predetta attività, è stato sottoscritto un contratto di locazione di un immobile di categoria C/1 per cui è stato corrisposto per il mese di marzo 2020 un canone complessivo di euro 20.000 per la locazione di due immobili, di cui uno accatastato con categoria catastale A/10 con rendita catastale pari a euro 10.000 e l’altro di categoria catastale C/1 (agevolabile in quanto destinato ad attività sospesa) con rendita catastale pari a euro 3.000. In tale situazione, conviene usufruire del credito di imposta per botteghe e negozi (art. 65 del Dl 18/2020) oppure del credito di imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda (art. 28 del Dl 34/2020)?

Risposta- L’art. 65 del Dl 18/2020 rubricato “Credito d'imposta per botteghe e negozi” ha introdotto un un’agevolazione pari al 60% del canone di locazione del mese di marzo 2020 relativo agli immobili rientranti nella categoria catastale C/1 per tutti i soggetti che esercitano attività d'impresa. Per effetto dei vari chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate, da ultimo con Risposta all’istanza di interpello n. 321 dell’08.09.2020, nel caso di contratti di locazione aventi ad oggetto più immobili di cui solo alcuni di essi classificati con categoria catastale C/1, il credito di imposta per botteghe e negozi in relazione al canone complessivamente corrisposto per il mese di marzo 2020 deve essere calcolato in misura proporzionale rispetto alla rendita catastale attribuita a ciascun immobile.

Pertanto, nel caso prospettato, fermo restando il rispetto degli ulteriori requisiti previsti dalla norma, si avrà la seguente situazione:

CASO 1:
Canone complessivo: euro 20.000,00
Rendita catastale immobile A/10: euro 10.000,00
Rendita catastale immobile C/1: euro 3.000,00
Rendita catastale complessiva: euro: euro 13.000,00
Canone attribuibile all'immobile A/10: euro 15.384,62
(20.000*10.000/13.000)
Canone attribuibile all'immobile C/1: euro 4.615,38
(20.000*3.000/13.000)
Credito di imposta spettante: euro 2.769,23
(60% di 4.615,38)

L’articolo 28 del decreto Rilancio prevede il riconoscimento a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto stesso, di un credito d’imposta nella misura del 60% (ridotto al 30%, al 20% o al 10% come analizzato nel prosieguo) dell'ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all'esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo. Il credito d’imposta viene riconosciuto ai soggetti beneficiari nel rispetto dell’ulteriore requisito previsto della norma, ovvero che sia intervenuto nel mese di riferimento una riduzione di almeno il 50% del fatturato e corrispettivi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Dalla formulazione del quesito, si assume che tale requisito sia rispettato. Non risulta invece rispettata la soglia di 5 milioni di euro di ricavi 2019: il superamento di tale limite darà comunque accesso al beneficio ma la misura del credito di imposta scende dal 60% al 20% del canone corrisposto nel mese di marzo.
Sotto il profilo soggettivo, la norma prescinde dalla categoria catastale degli immobili oggetto del contratto, richiedendone la sola destinazione per lo svolgimento dell’attività
Di conseguenza, nel caso di applicazione dell’art. 28 del DL Rilancio, la base di calcolo sarà costituita dall’ammontare complessivo del canone corrisposto nel mese di marzo 2020 pari a 20.000, cui verrà applicata l’aliquota ridotta 20%.

CASO 2:
Credito di imposta spettante: euro 4.000,00
(20% di 20.000,00)

In conclusione, nel caso prospettato, fermi restando gli ulteriori requisiti previsti dalla norma, nonostante l’aliquota applicabile nel caso B (20%) sia inferiore rispetto a quella applicabile nel caso A (60%), risulta più conveniente applicare la disposizione di cui all’art. 28 del Decreto Rilancio, che darà diritto alla detrazione di 4.000,00 euro.
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