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Casi Fiscali

14 gennaio 2021
Categorie: Finanziaria > Legge di Bilancio 2021

ISCRO: quali requisiti per la richiesta?

Autore: Salvatore Cortese
esperto risponde dubbio domanda quesito
Domanda - Sono titolare di partita Iva iscritto alla gestione Separata. Sono venuto a conoscenza della possibilità di richiedere una sorta di ammortizzatore sociale appositamente istituito dalla nuova legge di Bilancio. Quali sono i requisiti per farne richiesta?

Risposta- Come da Lei indicato nel quesito, la Legge di Bilancio 2021 (L. n. 178/2020) ha istituito un nuovo ammortizzatore sociale.

Si tratta, in particolare, dell'indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa (ISCRO), introdotta a favore dei lavoratori autonomi della Gestione Separata che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo di cui al comma 1 dell’articolo 53 del TUIR.

La misura, tuttavia, ha carattere sperimentale, in quanto prevista – in attesa di una più completa riforma degli ammortizzatori sociali - per il solo triennio 2021-2023.

La corresponsione dell’Iscro, per un importo variabile tra un minimo di 250 euro e un massimo di 800 euro mensili, è concessa per sei mesi ed è pari al 25% dell’ultimo reddito certificato dall’Agenzia delle Entrate.

Per quanto riguarda le condizioni di accesso, i soggetti che presentano la richiesta devono possedere i seguenti requisiti:
  • a) non essere titolari di trattamento pensionistico diretto e non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;
  • b) non essere beneficiari di reddito di cittadinanza di cui al decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26;
  • c) avere prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, inferiore al 50 per cento della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni precedenti all’anno precedente alla presentazione della domanda;
  • d) aver dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 8.145 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all’anno precedente;
  • e) essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
  • f) essere titolari di partita IVA attiva da almeno quattro anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla gestione previdenziale in corso.

In attesa delle istruzioni applicative da parte dell’Inps, si precisa, infine, che la richiesta – da presentarsi entro il 31 ottobre di ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023 – può essere presentata una sola volta nel triennio e la cessazione della Partita Iva nel corso della erogazione dell’indennità determina l’immediata cessazione della stessa, con recupero delle mensilità eventualmente erogate dopo la data indicata come fine attività.
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