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Casi Fiscali

20 ottobre 2020
Categorie: Agevolazioni > Imprese

Tax credit botteghe e negozi: esercizio di più attività

Autore: Felicia Sdanganelli
esperto risponde dubbio domanda quesito
Domanda- Sono un imprenditore individuale titolare di un bar con annessa rivendita di tabacchi. Per lo svolgimento di entrambe le attività, ho preso in locazione un immobile appartenente alla categoria catastale C/1. Il contratto è stato regolarmente registrato. I ricavi attribuibili alla somministrazione di bevande ed alimenti risultano prevalenti rispetto a quelli conseguiti per la vendita di prodotti da monopolio, eppure per quest’ultima viene occupata una superficie maggiore del locale. Posso fruire del credito di imposta del 60% previsto dall’articolo 65 del Dl 18/2020? Devo riparametrare il canone corrisposto?

Risposta- L'articolo 65 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 (c.d. Decreto "Cura Italia") riconosce un credito di imposta pari al 60 per cento del canone di locazione pagato relativamente al mese di marzo 2020 per le imprese la cui attività è stata sospesa per effetto del DPCM dell'11 marzo 2020.

I requisiti per poter beneficiare del credito d'imposta prevedono che il conduttore deve:
  • essere titolare di un'attività economica, di vendita di beni e servizi al pubblico, oggetto di sospensione, in quanto non rientrante tra quelle identificate come essenziali;
  • essere intestatario di un contratto di locazione di immobile rientrante nella categoria catastale C/1;
  • avere effettivamente corrisposto il canone di locazione relativo al mese di marzo 2020.

Con riferimento allo svolgimento di più attività, è possibile richiamare i chiarimenti forniti con circolare n. 8/E del 2020, benché relativi alla disciplina della sospensione dei pagamenti: “è necessario che le attività rientranti tra quelle oggetto di sospensione siano svolte in maniera prevalente rispetto alle altre esercitate dalla stessa impresa (intendendosi per tali quelle da cui deriva, nell'ultimo periodo d'imposta per il quale è stata presentata la dichiarazione, la maggiore entità dei ricavi o compensi)”. Pertanto, si ritiene possibile poter fruire del beneficio in esame, posto che la ratio della norma è la medesima.

Inoltre, con riferimento ai criteri di calcolo, un caso analogo è stato esaminato con la Risposta n. 468 del 13.10.2020 con cui è stato chiarito che il soggetto in possesso dei requisiti possa fruire del credito di imposta determinato in misura pari al 60% dell’intero canone corrisposto, a prescindere dal fatto che nel medesimo locale siano svolte entrambe le attività e, quindi, anche dai mq occupati per ciascuna di esse.
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