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Casi Fiscali

11 giugno 2018
Categorie: Dichiarazione > Visto di conformità

Visto di conformità e 730. La verifica dei requisiti soggettivi è in capo al contribuente

Autore: Andrea Amantea
ESPERTO RISP
Domanda - In caso di presentazione del modello 730 tramite Caf e professionisti abilitati tenuti ad apporre il visto di conformità sulle dichiarazioni presentate, l’esclusione dai controlli documentali nei confronti dei contribuenti riguarda anche la verifica della sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto alle detrazioni, deduzioni e agevolazioni?

Risposta - Con la Circolare n°7/E 2018 “Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2017: spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, a detrazioni d’imposta, crediti d’imposta e altri elementi rilevanti per la compilazione della dichiarazione e per l’apposizione del visto di conformità” l’Agenzia delle Entrate è tornata sulla disciplina riguardante il rilascio del visto di conformità sulla dichiarazione 730 ribadendo che come da previsioni dell’art.5 del D.Lgs 175/2014 se si presenta il 730 precompilato, con o senza modifiche, tramite un intermediario, il controllo formale, art.36 ter D.P.R. 602/73 sui documenti relativi agli oneri deducibili e detraibili sarà effettuato nei confronti del CAF o del Professionista che ha apposto il visto di conformità sulla dichiarazione, anche con riferimento agli oneri comunicati dai soggetti terzi (basti pensare ai dati delle spese sanitarie).

Venendo al suo quesito è opportuno precisare però che la verifica della sussistenza dei requisiti soggettivi per fruire delle diverse agevolazioni fiscali è sempre effettuata nei confronti del contribuente, a prescindere dall’accettazione o modifica della dichiarazione precompilata e dalla modalità di presentazione della stessa. Per requisiti soggettivi si intendono, ad esempio, quelli per i quali, ai fini dell’apposizione del visto di conformità da parte di Caf e professionisti abilitati, viene acquisita dal contribuente una dichiarazione sostitutiva attestante la loro sussistenza.

A titolo esemplificativo, come evidenziato nella circolare n. 11/E 2015, vi rientrano:
  • la destinazione dell’immobile acquistato ad abitazione principale nei termini previsti dalla norma, ai fini della detrazione degli interessi passivi derivanti da contratto di mutuo;
  • la sussistenza delle condizioni previste dall’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, per il riconoscimento della condizione di portatore di handicap per il contribuente e per i familiari a carico risultanti dalla documentazione sanitaria rilasciata dagli organi abilitati all’accertamento dell’invalidità;
  • la tipologia di intervento di ristrutturazione edilizia e la data di inizio lavori, nelle ipotesi in cui la normativa edilizia vigente non preveda alcun titolo abilitativo per la realizzazione di interventi comunque agevolati dalla normativa fiscale.

In pratica nei riguardi del contribuente permane il controllo sulla sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto a detrazioni, deduzioni e agevolazioni.
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