4 marzo 2026

Allarme bonifici, come indicarli correttamente nei nuovi flussi POS-RT senza rischiare sanzioni?

Autore: Miriam Carraretto

POS-RT, quando si comunica l’incasso, se il pagamento è con bonifico bisogna indicarlo per forza come “POS/elettronico”? E se si indica come “tracciato”, non si rischiano divergenze tra flusso RT e flusso POS? 

Sì, nel perimetro dell’adempimento POS-RT, la classificazione operativa del pagamento è sostanzialmente binaria, cioè contanti vs elettronico/tracciabile. Questo perché l’impianto normativo e tecnico che integra processo di certificazione e processo di pagamento ragiona per macro categorie: da un lato i contanti, dall’altro i pagamenti elettronici/tracciabili.

Il provvedimento attuativo, infatti, impone che i dati dei pagamenti elettronici vengano agganciati alla certificazione, prevedendo che al momento dell’operazione lo strumento di certificazione - RT o soluzione equivalente - riporti nel documento commerciale le forme di pagamento utilizzate e i relativi importi e che i dati dei pagamenti elettronici siano poi trasmessi giornalmente in forma aggregata.

Ne consegue una prima regola pratica: il bonifico, essendo un pagamento tracciabile, non può essere “declassato” a contanti solo per comodità di quadratura. Se l’incasso avviene a mezzo bonifico, nella logica AdE è comunque pagamento elettronico/tracciabile.

Detto questo, è fondamentale chiarire il punto che genera l’apparente trappola che viene fuori: non tutti i pagamenti elettronici e tracciabili generano anche un flusso POS. Il nuovo sistema di collegamento POS-RT nasce per far dialogare i corrispettivi con i pagamenti elettronici accettati tramite strumenti di pagamento - POS fisici e virtuali - gestiti da prestatori di servizi di pagamento (i cosiddetti acquirer/PSP) nell’ambito di un contratto di convenzionamento. Il bonifico, nella prassi, non è una transazione POS perché non passa dal circuito acquirer come una carta o un wallet e quindi non è detto che debba comparire nel flusso dei pagamenti elettronici trasmessi dai PSP per il confronto automatico con gli scontrini/RT.

Il rischio reale di divergenza e problemi c'è quando un corrispettivo viene indicato come elettronico, e quindi tracciabile, e l’incasso è effettivamente avvenuto tramite POS, carta o wallet, ma nel flusso pagamenti POS non c’è traccia, o viceversa. Nel caso del bonifico, l’incasso è tracciabile, ma potrebbe non avere un gemello nel flusso POS perché non è un pagamento POS in senso tecnico.

Quindi sì: la specifica “contanti/elettronico” va seguita, e il bonifico ricade nella seconda. Il tentativo di inventare una terza etichetta, ad esempio un “tracciato” distinto da “POS”, non è una via d’uscita, perché l’adempimento è progettato per categorie standardizzate e controllabili. 

Sul fronte sanzionatorio, attenzione perché l’errore o la discordanza del dato di pagamento trasmesso può far scattare la multa fissa di 100 euro.

In conclusione: sì, oggi la scelta è contanti o elettronico e il bonifico va in elettronico. E no, non si corregge la quadratura forzando i bonifici a contanti. Semmai si gestisce correttamente il processo, anche documentale, per evitare incoerenze tra ciò che è certificato e ciò che è effettivamente transitato su POS.

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