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Prorogare gli adempimenti e i versamenti tributari e contributivi in scadenza nei territori dei Campi Flegrei interessati dal sisma del 31 luglio 2026. La richiesta, avanzata inizialmente dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli, è stata rilanciata dal Consiglio nazionale della categoria nel corso di un incontro svoltosi il 3 agosto a Roma con il Viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo.
All’incontro hanno partecipato il presidente e il vicepresidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio e Vincenzo Moretta. L’iniziativa è stata promossa su impulso del presidente dell’Odcec di Napoli, Matteo De Lise, che aveva già chiesto alle istituzioni competenti un intervento urgente per sospendere le scadenze fiscali, contributive e le attività di riscossione nei territori colpiti.
Il sisma ha provocato danni, interruzioni nei collegamenti e la necessità di effettuare verifiche sull’agibilità degli immobili. Una situazione che sta incidendo sulla mobilità e sulla regolare prosecuzione delle attività economiche e professionali.
Secondo i rappresentanti della categoria, il rilevante evento sismico sta determinando condizioni di disagio tali da impedire, in diversi casi, il normale svolgimento del lavoro di imprese e professionisti.
Alla luce del carattere eccezionale e imprevedibile dell’evento e delle difficoltà ancora in corso, il Consiglio nazionale ritiene necessario adottare con urgenza un provvedimento che disponga una proroga adeguata dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari e contributivi.
La posizione è stata espressa da de Nuccio e Moretta insieme alla consigliera nazionale campana Rosa D’Angiolella, che hanno evidenziato l’esigenza di evitare che cittadini, imprese e professionisti già alle prese con le conseguenze del sisma debbano affrontare anche gli effetti derivanti dal mancato rispetto delle scadenze.
L’attenzione resta concentrata soprattutto sul 20 agosto, data entro la quale dovranno essere eseguiti numerosi versamenti e adempimenti differiti per effetto della sospensione estiva.
Le verifiche sugli immobili, le difficoltà negli spostamenti e le limitazioni all’operatività degli studi professionali potrebbero rendere particolarmente complesso acquisire la documentazione, elaborare le dichiarazioni e predisporre i modelli di pagamento.
L’Odcec di Napoli ha pertanto trasmesso una richiesta formale al Ministero dell’Economia e delle Finanze, all’Agenzia delle Entrate, all’Agenzia delle Entrate-Riscossione e all’INPS. La comunicazione è stata indirizzata anche alla Regione Campania, alla Prefettura di Napoli, al Comune di Napoli e alla Città Metropolitana.
La richiesta territoriale comprende anche il temporaneo arresto delle attività di riscossione, affinché il differimento possa operare senza l’applicazione di sanzioni e interessi nei confronti dei contribuenti materialmente impossibilitati a rispettare i termini.
Un aspetto centrale della proposta riguarda l’individuazione dei soggetti interessati. Per il Consiglio nazionale, infatti, la proroga non dovrebbe limitarsi agli adempimenti e ai versamenti dei contribuenti con residenza, sede legale o sede operativa nei territori colpiti dal sisma.
Il differimento dovrebbe comprendere anche gli obblighi che i professionisti localizzati nell’area interessata devono eseguire per conto di contribuenti residenti o aventi sede in territori non coinvolti dalla calamità.
L’obiettivo è tutelare l’attività degli studi professionali che, pur assistendo clienti situati altrove, non sono nelle condizioni di assicurare il regolare svolgimento degli incarichi a causa delle conseguenze dirette dell’evento sismico.
Il Consiglio nazionale, in coordinamento con l’Odcec di Napoli, ha inoltre chiesto alla Cassa nazionale di previdenza dei commercialisti di valutare l’introduzione di specifici interventi di assistenza straordinaria.
Le misure potrebbero comprendere sospensioni o differimenti dei termini contributivi e ulteriori forme di agevolazione in favore degli iscritti direttamente colpiti dal sisma.
La categoria attende ora un intervento normativo o amministrativo che definisca l’ambito territoriale, i soggetti beneficiari e le nuove scadenze. Fino all’adozione di un provvedimento ufficiale, tuttavia, i termini ordinari restano formalmente in vigore.